L’astinenza.

17 Mar

L’astinenza, lo so è brutta bestia.

Lo so, non perchè l’abbia subita direttamente, ma perchè la guardo in faccia oggi come la avevo guardata in faccia circa tre anni fa.

L’astinenza, il più delle volte, riguarda un vizio.

Ma un vizio non è, per esempio, il mangiare troppo e il conseguente  mettersi a dieta  rinunciando a quei tre chili di babà giornalieri, no, non è questo.

L’astinenza è diabolica, ti fa tremare le mani, all’inizio ti fa impazzire; cerchi la “cosa”, l’abitudine, la persona, che ti fa stare male e semplicemente “non c’è più”, probabilmente complici anche certi amici che ti “hanno aiutato” nel far sparire l’oggetto del desiderio.

Se c’è qualcuno coinvolto all’inizio lo odi, ma sotto sotto molto sotto però lo ringrazi, lo vorresti percuotere con una mazza ferrata, ma sotto sotto  molto sotto ringrazi il cielo che ti stia aiutando, lo vorresti annegare con le tue sante manine in un bidone pieno di alici in salamoia, e sotto sotto molto sotto ti piacerebbe anche, ma alla fine se ne esci, ma ne esci veramente, diventi libero.

Dicevo, oggi, stamattina per l’esattezza,  come tre anni fa col mio primo figlio, siamo andati muniti di macchina fotografica al ponticello romano, non lontano da casa, che ci aveva già visti protagonisti alcune lune passate.

Io, il consorte, e il figlio più grande, sdrammatizziamo l’envento, anzi, facendolo sembrare positivo, simulando una gran festa.

Raccontiamo al piccoletto, di  due anni e sette mesi,  che nel fiume c’è un piccolo e malato pesciolino di nome Pippo che non vede l’ora di avere il suo ciuccio per guarire un po’, e allora il piccolo, preso da una generosità mai vista, sicuramente inconsapevole, fa la foto di rito del lancio del ciuccio nelle acque grigie, saluta tutti, applaude, e se ne va contento.

Non realizza, passano i minuti, le ore e ancora non realizza…

Noi tiriamo un sospiro di sollievo ma non ci illudiamo, siamo abbastanza rodati per non farlo.

A fine pomeriggio, dopo una festa di compleanno devastante, il nano sulla via del ritorno si addormenta in macchina, arriviamo a casa,lo impigiamo e lo infilo a letto.

Passano i minuti, passa una , poi due ore ma non mi illudo.

Alla fine della seconda ora, dalla sua camera un urlo di disperazione fa tremare i muri.

E’ lui che mentre dormiva ha realizzato, povero piccolo, trema, balbetta, paonazzo, non riesce neanche a pronunciare il nome della sua angoscia. Non posso fare altro che consolarlo, abbracciarlo, “raccontargliela su”, ma la politica coi figli per evolvere è “non tornare mai indietro sui proprio passi”.

Ti amo figlio mio, sappi solo questo, passerà anche per te, sappilo.

Ci rivediamo fra due mesi con lo svezzamento del pannolino

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Una Risposta to “L’astinenza.”

  1. all marzo 19, 2012 a 2:58 pm #

    Le piccole cose che fanno crescere…dici che potrebbe essere una di quelle cose che non ho superato ? va bene andare indietro ma cosi’ e’ troppo…

    Mi fa ridere il pensiero dell’ anno in cui abbiamo tolto il pannolino al piccolo….d’estate in campeggio… una strage di cacca per la veranda col figlio grande che scappava terrorizzato hahahaha (bei tempi)
    ciao.

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