Natale a nostra insaputa

11 Nov

“Ma che fai parli del Natale quando manca ancora ben un mese e mezzo, sei impazzita? Hai bevuto?”

“Beh si, lo confesso, mi hai scoperta, pur essendo astemia, mi sono tracannata stasera, all’insaputa della prole e del consorte, una mezza bottiglia di non so che cosa, luppolo o qualcosa di simile I suppose, con sull’etichetta una specie di monaco beone col gargarozzo floscio, ma questo non ha niente a che fare col mio pensar già al Natale, ecco perchè:

1) quando eravamo piccoli incominciavamo a respirare l’atmosfera dell’arrivo del bambinello Gesù, o chi per esso, il giorno dopo la fine dei mercatini di sant’Ambroeus;

2) dopo qualche anno abbiamo cominciato, o meglio, i geni del marketing hanno incominciato a fischiettarci “Jingle bell”, imitando i cugini americani, subito dopo il ritorno dalle ferie estive. Noi ancora li col bel segno evidente del costume sulle chiappe e il malloppo di salsedine incrostato nei capelli che eravamo già obbligati a pensare al regalo per le zie zitellone;

3) dopo qualche anno ancora, i soliti genioni, vedi sopra, hanno pensato bene di introdurre un’altra ricorrenza tra le ferie estive e babbo natale, o chi per esso, perchè alla fine tirarla per quattro mesi con l’albero e le lucine alla fine stancava il consumatore, e così ci hanno propinato halloween e tutto il suo merchandising annesso, vuoi mettere l’affare?;

4) letteralmente ieri è finita la festa dei morti e oggi mi è arrivato il catalogo di un vivaio che propone tutto per il 25 dicembre, e quando dico tutto vuol dire proprio l’impossibile, tranne uno straccio di pianta marcia. Tutte cose carine per caritá, che mi solleticavano le papille gustative, la vista e il portafoglio. Campanelline, gufetti, piccole ferrovie, renne e calze da appendere al camino. E allora in un flash, per poche decine di euro, ho fatto una spesa virtualmente mentale attribuendo ogni dono ad un amico, collega, conoscente, passante, tanto costava tutto poco. Per un secondo sono stata soddisfatta, per un secondo solo però perché poi quando mi sono fatta la domanda, e mi sono data anche una risposta, di chi ci sia dietro a tutto questo “tanto costa poco”, ho svuotato il mio carrello mentale, ho rimesso tutti i ninnoli sul catalogo e ho finito di sfogliare facendo finta di non aver mai fatto niente.

Dietro a tutto c’è sempre qualcuno e qualcosa che non va, si sa. Non è che se le cose costano poco è perché ci vogliono bene e vogliono farci risparmiare.

All’ultima pagina però, devo ricredermi, per 6 euro e 49 cent.
c’é un apprezzabile mangiatoia da balcone, ne possiedo due in giardino e fare colazione d’inverno mentre una cincia dal ciuffo, appollaiata sul bordo della casettina, becca il pastone che hai preparato e ti saluta con un fischio, beh, sono quasi sette euro spesi bene, che potrebbero veramente riscaldare il cuore di un anziano o di bambini.

Comunque nonostante ciò, Macario con la spot del panettone Galup mi manca molto: Erminio, liberaci dal male!

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