Il plasticun.

26 Dic

E meno male che ho parenti e amici intelligenti ai quali non ho dovuto neanche più di tanto spiegare, ancora mentre stavo a sfornare il primogenito, che non avrei mai fatto entrare in casa per il pargolo giochi cinesi, rumorosi, di plastica, fluorescenti, non conformi Ce bla bla bla, hanno capito subito che qui da noi non c’era trippa per gatti per le “cineserie” che durano da Natale a santo Stefano e quindi chi ha dovuto adeguarsi si é adeguato.

Certo ogni tanto i miei si presentavano con giochi da far scappare un sordo per i suoni che lanciavano, perché, specialmente per mio padre, se il gioco non aveva tutte le caratteristiche sopra descritte, per lui il bambino non si sarebbe divertito.

“L’oggetto” veniva utilizzato giusto il tempo di farli contenti quel giorno e poi, puf come per magia, si volatilizzava col teletrasporto, e si materializzava dal figlio del vicino; alla loro successiva visita, quando richiedevano di vederlo, si prendeva tempo dicendo che era al piano di sopra sommerso da altri giochi, “papiii, vuoi una fetta di salame del contadino qui di fianco?”, la conversazione veniva forzatamente deviata su un argomento più gustoso e del plasticun non se ne ricordava più nessuno.

Certo poi la plastica, quella vera però, ha fatto prepotentemente l’ingresso in casa dalla porta principale con i Lego, però essendo una plastica “educata e educatrice” si é pulita i piedi sullo stuoino e noi l’abbiamo lasciata entrare.

Ora con due figli la casa, ca va sans dire, é monopolizzata dai giochi. Playmobil che accoltellano dinosauri e poi si nascondono dentro fortini fatti dalibri, piccole Peppa pig che vengono tenute in ostaggio da Hero Factory e liberate da astronavi in cartoni costruite da noi.

La lotta alla plastica l’abbiamo persa ma mescoliamo, cercando di fare del nostro meglio, stili e tendenze.

Vecchi giochi anche di vent’anni fa che vanno a braccetto con i nuovi, plastica, legno, cartone scotch da pacco e forbici che prendono il sopravvento e diventando castelli, astronavi, ponti, ascensori sui quali si possono creare mille situazioni diversi, vivendo in campagna ogni animaletto viene infilato nelle scatoline e dopo che ognuno della famiglia ha detto la sua in merito “che schifo, che impressione, bleahh, ahhhhh” lo riportiamo in giardino liberandolo con gran cura, dove sicuramente verrà ricoverato per problemi psichici dovuti al nostro incontro.

Life in plastic is fantastic, se la si usa con intelligenza!

20131226-212547.jpg

20131226-212616.jpg

20131226-212340.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Il Prof Bicromatico

Pensieri sfusi di una mente confusa

blog porno-ridicolo

Romanzo di formazione di una Principessa sul Pisello

I 7 Passi Della Piccola Anima

per la sua felicità

nazzablog

Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

fai cose buone

L'idea della perfezione toglie il piacere della comunicazione

francesco iacovetti blog

VIVIAMO IL MONDO DI SUZIE WONG O SIAMO SCHIAVI DELLA BORSA DI HONG KONG?

LaChimicaDelleLettere

Reazioni a catenella

katniss2016

C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera. (Henry David Thoreau)

Il Suono Visibile

perché, ogni tanto, è bello ricordarti chi sei...

Borntobeanomad

The world is your home.

Aleteia.org - Italiano

Una rete cattolica mondiale per condividere risorse sulla fede con quanti cercano la verità

Dan Ceres's Words

Musicista. Autore. Scrittore. Fashion Consultant.

CATHERINE RYAN HOWARD

She turns coffee into books so she can afford to buy more coffee. And more books.

the literate lens

photography, writing and the spaces between

Punch Drunk Village

A blog for the rest of us

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: