And the loser is …

27 Dic

Oramai Ogni anno, in qualsiasi stagione, per qualsiasi argomento trattato, affrontato, ma anche solo sfiorato vengono premiati i migliori siti al mondo che erogano servizi sul web.

Dinamici, colorati, semplici, funzionali, intuitivi, divertenti, intelligenti, delle volte anche fin troppo spiritosi, “politically correct”, oppure piú volontariamente sadici ma che comunque ti strappano un sorriso, oppure seriosi e pettinati, ben istruiti, ma anche “home-made” ma sicuro come l’oro che con un click tu ottieni quello che vuoi.

Internet é una “bella bestia” l’importante è saperla usare, ma non parlo di consumatori, customer, cliente, o anche, perché no, del famoso “utilizzatore finale” che digitando i tre numeri dietro la carta di credito si ritrova nell’arco di due ore a casa sua una “certa” Guido, un metro ottanta, boccoli biondi, settima di busto e con tanta voglia di coccole.

No, no, parlo di chi non capendo una fava di internet commissiona il sito al fratello del cugino del portinaio che con cento euro ti fa il sito che poi sembra il frutto di un fungo allucinogeno dell’Ecuador andato a male.

O forse, anzi, o meglio non parlo di questi in particolare

Ma di quelli, forse o probabilmente, risultato di incapacitá, malavoglia, impreparazione, disordine mentale, forse tangenti, e probabilmente appalti truccati, se no non ci si spiegherebbe come mai le ferrovie nazionali in primis e il suo sito, in primis anche lui, funzionino così male da far bestemmiare un santo.

Narra la leggenda che il 22 settembre 1968, Steve Jobs ancora tredicenne, fece arrivare a Padre Pio di nascosto dal resto del mondo e sapendo che al quasi Santo piaceva viaggiucchiare ogni tanto, la sua prima versione del Mac inedita con una connessione internet a tre, sempre rivoluzionaria e inedita a livello mondiale, tra lui, il Pio di Petralcina e una demo del sito delle F.S.
Narra sempre la leggenda che dopo circa un’ora dall’arrivo del pacco, si sentì provenire dai suoi appartamenti un boato che ricordava un’ingiuria, e che un oggetto volante non identificato, a forma cubica con un vetro scintillante da un lato, fece la sua apparizione per pochi istanti nei cieli di San Giovanni Rotondo, ripeto così raccontavano gli anziani del posto ai bambini.

Quando la notizia si sparse, i genialoni delle Ferrovie pensarono ad un successo del loro prototipo, e quindi non lo modificarono più, e non che invece la parola poco gentile pronunciata dall’uomo con le stigmate, rivolta al sito mal funzionante, ma nominante il nome di “qualcuno”invano, il giorno dopo lo fecero passare ad altra vita, sempre la leggenda narra.

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