Dukan che vieni, Dukan che vai.

14 Gen

C’ho un’amica che fa la Dukan.

E dopo due minuti non se ne può già più, meno male che lavora al piano di sopra.

E la dieta crociera, e la fase d’attacco, e il dribbling, e il pallonetto, e il consolidamento, e ti avrei voluto far diventare alta bionda e magra ma non hai comprato tutti i prodotti dal sito e quindi si, sei meno cessa del solito, ma fai strisciare la tua carta di credito nei negozi convenzionati per dimostrare vent’anni di meno. Come dire, beata te.

E non mangio con l’olio, e la crusca la metto dappertutto, e ieri sera ho cucinato uno stufato di aceto e pollo marinato nell’aria con semi di senape e spaghetti di Dio solo sa con cosa sono fatti, che erano la fine del mondo. Come dire, beata te.

E non posso mangiare la farina ma in compenso posso mangiarmi quante uova biologiche voglio senza che, dice il “verbo” del sig Dukan, non mi esploda il fegato come la sora Lella. Come dire, beata te.

E non parlatemi di lavoro  quando sono in ufficio perchè devo leggere sul forum, che oramai è diventata la mia Bibbia, se è vero che posso mangiarmi due aragoste senza che il mio peso, inversamente proporzionale a quello del mio portafoglio, possa risentirne. Come dire, beata te.

E sarà anche vero che forse il mio “faro”, il Sig Dukan”, è stato radiato dall’albo dei medici, ma sicuramente perchè ci sarà stato un misunderstanding, tante volte la gente è cattiva. Come dire, beata te.

E però non è giusto che quel maledetto del mio fidanzato abbia già perso due chili nella prima settimana mentre io solo 800  miseri grammi, ma oramai ho comprato i libri, la crusca, l’essenza di piccione di Cremona, gli spaghetti di radice di baobab dell’Isola di Pasqua, le pepite di frutti di bosco (che a parità di costo non hanno niente da invidiare a quelle vere) le pellicole di gelatina di Agar Agar che utilizzo come ostia quando vado in chiesa. Come dire, beata te.

Capisci che dopo aver saturato i maroni ai miei colleghi sulle proprietà benefiche di questa miracolosa dieta, anche se  “A me, me pare ‘na strunzata“, ora non posso fare un passo indietro e ammettere che ho speso soldi, tempo e distrutto il sistema nervoso dei miei colleghi per niente.

No, no, non posso.
No, no, non devo.

No, no, tengo duro…
ma aspetta che cos’è quel panino che hai in mano, ci do un morso tanto per capire se l’hai insaporito con gli Stick di konjac!

Ah Manu, ma vaff……

 

 

 

p.s. da sinistra dopo la Dukan, prima della Dukan

a sinistra come ti fa diventare la Dukan

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3 Risposte to “Dukan che vieni, Dukan che vai.”

  1. Fannes gennaio 27, 2014 a 4:12 am #

    L’importante è mangiare.

  2. hopauradiguidare febbraio 14, 2014 a 11:28 am #

    Sono morta! No, non di fame, dal ridere!!! 😀 😀

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