Il cielo sopra Berlino

1 Mag

Perchè Berlino non è una cittá scontata, proprio per niente.

Perchè uno parte pensando di trovare “chissá che cosa”  (anche se poi non è proprio vero) e invece quel “chissá che cosa” lo devi elevare al cubo in un’esplosione di luci solari inattese, murales realizzati su pendenze olimpioniche, turbolenze meteorologiche alternate a caldo sahariano, profumo di wusterl e cous cous.

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Perchè uno si aspetta che si va beh la birra “la fa da padrone”,  ma, dai peró, non partendo dalla mattina presto giá sulla metro.  Sono in tanti, non tutti ma tanti, per continuare il pomeriggio e perchè no la sera, per poi incrociare la mattina dopo, nell’ ascensore dell’albergo,  giovani carichi di ” vuoti a perdere” tra le braccia da depositare nel cassonetto e poi via che si ricomincia.

Perchè uno si aspetta che si va beh il cetriolo ” lo fa da padrone” ma non alle otto del mattina per colazione, e non alle dodici con l’ insalata e neanche alle venti nell” hummus del ristorante israeliano. Per non parlare dei tupperwares che esibiscono al parco all’ ora della merenda, cetriolo a fette ça va sans dire. Ma il cetriolo non serviva solo per farsi gli impacchi agli occhi??

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Perchè si,  per caritá, ti aspetti l’ autoctono ruspante e un pó selvatico visto che quando lo incontri in campeggio in Italia è abituato a lavare i piatti a mano e  asciugarli senza passare dal risciacquo, ma qui quelli che incontri ai giardinetti coi figli sembra che vivano allo stato brado. 
Poppanti che ruminano sabbia del parchetto e sgranocchiano pezzetti di rami  come se stessero facendo un happy hour, sotto gli sguardi incuranti dei genitori. Bambini che non corrono solo a piedi nudi nel parco ma alcuni addirittura senza mutande, cosí con la patonza al vento.
Facce luride da gioco, vestiti a cipolla con colori improbabili, biondini arrampicati che neanche i pompieri, scivoli altissimi con svariati pertugi dai quali si poteva cadere giú, scivolare fuori, non ti sporgere con la testa, attento al piede, non spingere tuo fratello, se lo fai ancora una volta andiamo via.
Indovinate chi era l’ unica mamma a impersonare magnificamente, da Oscar direi, la classica mamma italiana mentre le altre se ne fottevano bellamente?

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Perchè ci sono degli spazi enormi, delle viste a 360 gradi che ti lasciano senza fiato, e continui a guardare, riguardare, ti sfreghi gli occhi per vedere se funzionano bene e poi riguardi e poi ti dai un pizzicotto perchè ancora non ci credi.

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Perché poi quando vai in giro comunque ti viene un pó di tensione, se non paura, perchè questi son flippati, mille mondi diversi tutti insieme a te sulla linea della metro U2 che forse hai anche sbagliato direzione. Quello strano, quello con mille piercing, quello ubriaco, quella con la testa viola e i cani, quello vestito bene ma che sembra piú fuori di tutti gli altri.

Perchè si va beh la Birkenstock col calzino l’ ho vista, ma è piú importante sottolineare che questi al primo raggio di sole, che poi magari tira un vento siberiano. mettono il pareo e le infradito, perchè bisogna approfittare.

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Perchè la storia, la cultura, l’ arte mica la millantano o vivono solo della vecchia gloria, questi avanzano come Caterpillar e ristrutturano dove c’è da ristrutturare, e il calendario degli eventi è stracolmo di ogni.

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Perchè nei musei ti commuovi perchè i guardiani si interessano alla tua cultura e i bagni sono fin troppi, ben segnalati e abbondantemente puliti, datemi un fazzoletto va che mi ricommuovo di nuovo.

Perchè si va beh mi hanno detto la solita frase che è una cittá a misura d’ uomo, specie di bambino. E invece è cosí, qui in ogni angoli ci sono parchi, piccoli wc nei bagni pubblici, gratis nei musei dove per gioco fanno fare loro quello per cui a me a casa non riesce mai: l’ accoppiamento delle calze.

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Perchè qui i ciclisti sulle piste a loro dedicate ti investono con non-chalance se provi a passarci sopra con un piede.

Perchè mentre scrivo ho sotto le finestre il corteo del primo maggio che sfila e fa un rumore della Madonna.

Berlino, nonostante tutto, mai stata cosí bene.

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19 Risposte to “Il cielo sopra Berlino”

  1. flampur maggio 2, 2014 a 3:59 am #

    A me ha deluso parecchio. Quel giocare alla piccola Londra, soprattutto, senza averne la minima statura. Storia si, d’accordo. ma colonne doriche in ogni dove, e freddezza scarnificata, come ad Alexander Platz che sembra la stazione termini di Roma.. E l’unico brivido l’ho provato davanti al kilometro di muro e nel vecchio cimitero ebraico affogato d’edera. Ma il resto è un “lavori in corso” che sa di pavoneggiante promiscuo; eppoi si, mi rimarranno in mente gli autobus al minuto secondo e tutta quella gente ferma al rosso pedonale del semaforo, ferma in attesa del verde pur senza una sola auto nel raggio di centinaia di metri. Un fenomeno assurdo nel nostro selvaggio approccio alla circolazione di uomini e mezzi. Berlino resta la discoteca d’Europa. E la città più visitata d’Europa. Mi tengo stretta Bruges per il “mai stato così bene”… 😉

    • Gine di Girati maggio 5, 2014 a 12:58 pm #

      Ti dirò, io l’ho vista dal punto di visto di “mammaincorsa”, ovvero di chi ha poco tempo per soffermarsi bene a guardare e corre dietro ai suoi figli per non farli investire dalle bici. Per quanto riguarda Alexander Platz hai perfettamente ragione ma non sarei così critico. Dal quel poco che ho capito, ci vorrebbe un mese per visitare tutto tra musei e piazze strade. Ma à me non è dispiaciuta affatto. Anche lo sporco era “molto pittoresco”.

  2. mammaquasidecorosa maggio 2, 2014 a 6:08 am #

    Berlino ormai nel lontano 2010 da fidanzamici complici zainetto e sneakers. Per me da allora è la città del “mai mancata così tanto”. Berlino non si spiega, si respira, si guarda a perdita d’occhio, ci si perde nei suoi spazi immensi e pieni di varietà, di storia e di emozioni, di birra leggerissima e wurstel arrostiti pesantissimi. E’ quello che non mi sarei aspettata in positivo e negativo (la nostra cara U2 è rimasta interrotta almeno tre volte in una settimana per guasti), forse perchè abbiamo troppi stereotipi a cui dare corrispondenza. Spero di visitarla presto con gli occhi della mamma ansiosa che se sudi ti porto a casa. Bellissimo post.

  3. elinepal maggio 2, 2014 a 6:50 am #

    Un viaggio indimenticabile per tanti motivi. Spero di tornarci presto.

  4. intorno maggio 2, 2014 a 7:40 am #

    Ci potevi rimanere, non ti avremmo reclamata indietro. Pensaci.

    • Gine di Girati maggio 2, 2014 a 1:03 pm #

      Ci sarei anche rimasta ma mi hanno imbarcata a forza!

      • intorno maggio 2, 2014 a 1:34 pm #

        Incatenati al portone del consolato tedesco a Milano!

      • Gine di Girati maggio 5, 2014 a 1:01 pm #

        Solo se mi porti da mangiare!

      • intorno maggio 5, 2014 a 1:23 pm #

        ok, ci sto

  5. Pippo maggio 5, 2014 a 2:56 pm #

    Bellissimo post!
    Complimenti.
    Sembra proprio che questa città ti abbia affascinato.

  6. Gine di Girati maggio 5, 2014 a 5:09 pm #

    complimenti a Pippo che è il 1.000esimo commentatore del blog.

    cento di questi Pippi!
    hai vinto un invito per stasera a casa mia a mangiare zuppa di lenticchie e patate!

  7. latartarugafio maggio 6, 2014 a 10:49 am #

    bellissima Berlino. Ci sono stata un paio di volte ma ero così giovane….:)
    Noi siamo appena tornati da Amsterdam, ma Berlino potrebbe essere una prossima minivacanza. Semmai ti chiederò qualche dritta.

    • Gine di Girati maggio 6, 2014 a 11:57 am #

      assolutamente! C’ho un ostello da consigliarti e un museo steineriano che aspetta solo voi!

      • latartarugafio maggio 9, 2014 a 11:55 am #

        mi sa che mio figlio ti legge… ha deciso che questa estate vuole andare in Germania a vedere i luoghi della seconda guerra mondiale… (no, non è un genio acculturato, è solo fan di Capitan America…)

      • Gine di Girati maggio 9, 2014 a 8:12 pm #

        Me legge, me legge, é il mio primo supporter!

  8. acasadiclara aprile 2, 2015 a 8:55 pm #

    io la amo molto. e alla settima volta che ci tornavo ci ho portato i miei figli, che al ritorno hanno chiesto se potevamo comprarci una casa a Berlino. Per quante volte ci torneremo e per quanto abbiamo pagato l’appartamento in cui abbiamo alloggiato, possiamo continuare ad affittarlo senza andare in fallimento. ma una casa a berlino piacerebbe anche a me. anzi dovevo comprarla nel 92 quando ci andai per la seconda volta e il muro era già caduto. a me berlino piace moltissimo e mi manca anche tanto, ma purtroppo non ci sono mai stata più di quattro cinque giorni ogni volta. se ci stessi di più probabilmente non tornerei mai più a casa. ongi volta che torno vedo le stesse cose e ne vedo di nuove. è un ricordo struggente. argh.

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