Terzo giorno al mare

16 Ago

Il peggio che può capitare al mare coi bimbi è la pioggia.

Perchè magari non puoi uscire neanche un attimo proprio perchè vien giú l’ira di Dio e non sai dove metterli in quanto la hall è talmente grande che due persone sedute e una in piedi occupano già tutto lo spazio disponibile.

Quindi cerchi di inventarti qualcosa per intrattenerli e proprio in quel momento non ti viene in mente niente, il nulla, cervello vuoto che oscilla nello spazio e loro incominciano a scalpitare.

Fai fioretti su fioretti sperando che spiova e nonostante le promesse piú assurde che io abbia mai fatto, ( e che qui mi vergognerei a scrivere) colpo di scena, spiove.

Giusto in tempo per trascinarli su di un improbabile trenino che ci porta verso una sconosciuta destinazione in collina dove, a mio avviso, non c’è un cazzo da visitare.

Loro ad un certo punto tra vicoli e vicoletti se le sono date di santa ragione da un momento all’altro e io ho deciso di non mettermi in mezzo e ho continuato a fotografare in giro.

Arrivati tardi a pranzo, ci siamo ritrovati solo metà del buffet, che non è neanche una gran perdita a ben ricordare o forse persino un vantaggio.

Vantaggio specie quando ti trovi davanti ad un vassoio semi svuotato dove pensi che quello che hanno lasciato sia solo la base di contorno, insalata, strani fili marroni e pezzi di maionese sparsi.

Quando invece scopri che quella non è la base ma è proprio il piatto : spaghetti crudi fritti sopra lattuga e maionese ti viene da piangere come il quadro del pagliaccio al tuo piano, che magari prima di mangiarli sorrideva pure, chissá.

E poi piove, e poi spiove ( chissá quale promessa dovró poi mantenere fra il diventare ordinata e il non bruxare) e facendo lo slalom tra negozietti dove i due vorrebbero portarsi via tutto si va al minigolf, falsificandogli il punteggio finale e facendoli arrivare pari perchè io non sarei sopravvissuta ad un’altra loro scenata.

E poi si va a cena con amici in una pizzeria, col rischio di essere risucchiati da una tromba d’aria, gestita da una famiglia romana che volevo strozzare a mani nude ad uno ad uno:
Ah Spartaco
Anvedi
Aaaa fijo de ‘ma mignotta.

Il racconto di 5 bambini che alle 22 quasi sfasciano una gelateria, ve la racconto un’altra volta.
image

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2 Risposte to “Terzo giorno al mare”

  1. Francesca agosto 16, 2015 a 10:34 pm #

    Ahaha falsificare il punteggio. Grazie, mi servirà per il futuro. Io ora prendo due di tutto, e poi gli scrivo sopra l’iniziale: sai che vantaggi?👍

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