Secondo giorno di vacanza al mare “se non la piantate domani ritorniamo già a casa”

17 Ago

E così, col metodo che neanche in Full Metal Jacket adottavano come sveglia, alle sei precise l’altoparlante della nave ci tira giù dalle brande, ad altissimo volume, in lingua roccambolescamente napoleonica con un accento degno del quartiere Mergellina di Napoli, e uno dice e va beh.

Dopo quattro minuti quattro, i responsabili di piano (o ponte) incominciano a bussare alle porte delle cabine con la stessa delicatezza di un ariete da sfondamento lanciato in velocità su un portone medioevale, e uno si incazza ma poi dice e va beh.

Dopo altri quattro minuti, e che cazzo però, ribussano a tutte le porte dicendoci di uscire e lasciare le porte aperte, e uno si incazza ma poi dice e va beh tanto sono in vacanza. Si esce quindi ancora in mutande con i vestiti in mano e lo spazzolino schiumoso fra i denti e ci si avvia al bar a far colazione con la stessa “mise” di un profugo sfollato, e va beh.

Dai che la vacanza inizia, anzi è già iniziata, cari e teneri figliuoli, godiamocela stringendoci forte e volendoci bene senza litigare, almeno per una volta, senza offendere e senza menarvi.

Ci aspettano una notte nella nostra tenda e otto nel bungalow. Tenda che per montarla, mentre da sola ci ho sempre messo massimo venti minuti, in quattro ce ne abbiamo messo almeno il doppio tra urli, sudore versato a litri, picchettate sulle mani, tira di qua che io tiro di là. “ahhhhh, les italiens” qualcuno avrà sicuramente sospirato.

Dai dai che in spiaggia compenseremo la fatica del viaggio. Una si illude che i ragazzi con maschera e bocca e palette possano divertirsi e sfogarsi in maniera autonoma. Illusa io. Dopo tre ore passate da vera mamma italiana urlatrice in mezzo a famiglie straniere silenti, li trasciniamo in campeggio per l’orecchio virtuale minacciandoli di ritorno a casa a calci nel culo.

Andiamo in piscina a questo punto in campeggio. Sicuramente il loro comportamento è dovuto alla stanchezza del viaggio, sì sì come no. Illudiamoci ancora. Ma forse alla fine siamo sempre noi genitori troppo tesi, ansiosamente prevenuti che loro rompano le palle e quindi le rompono per “accontentarci”. Ma sì, crediamoci pure.

Meno male che esiste ancora, anche se a distanza di tanti anni dall’ultima volta che siamo venuti, il vasetto di taramosalada mangiata con le patatine alla cipolla gustate davanti al tramonto.

Domani è un altro giorno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Franz is running

Above all, try something.

Gianni Delle Gemme photoblog

- I do what I feel, that's all - [André Kertész]

Il Prof Bicromatico

Pensieri sfusi di una mente confusa

PornoRidicolo NSFW

Il blog di Agata Grop, romanzo di formazione di una principessa sul pisello

nazzablog

Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Dragonflai

L'idea della perfezione toglie il piacere della comunicazione

francesco iacovetti blog

VIVIAMO IL MONDO DI SUZIE WONG O SIAMO SCHIAVI DELLA BORSA DI HONG KONG?

LaChimicaDelleLettere

Reazioni a catenella

katniss2016

C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera. (Henry David Thoreau)

Il Suono Visibile

perché, ogni tanto, è bello ricordarti chi sei...

Aleteia.org - Italiano

Una rete cattolica mondiale per condividere risorse sulla fede con quanti cercano la verità

CATHERINE RYAN HOWARD

EDGAR NOMINATED CRIME WRITER

the literate lens

photography, writing and the spaces between

Punch Drunk Village

A blog for the rest of us

GLITTERING SCRIVENER

MARIA DAHVANA HEADLEY - WRITER

mammachestorie

Ciao, mi chiamo Filippo, ho 6 mesi e faccio il blogger

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: