Terzo giorno di vacanza al mare

18 Ago

Sono le 21.11 di sabato 17 agosto dormono già tutti. Ho dato un bacio ai due, prima di andare a dormire, con un groppo in gola. “Dai ragazzi, siamo una famiglia meravigliosa, cerchiamo di impegnarci tutti”.

Mi piacerebbe poter mostrare uno di quei nostri video di scene roccambolesche che si guardano all’incontrario per ridere un po’.

Tipo l’entrata in bungalow stile Unni un secondo dopo che ce l’hanno assegnato. E mentre i tre mettevano a posto tutte le cose io ero fuori a smontare la tenda smadonnando dentro di me dal calore e dalle zanzare che si facevano giuoco di me.

Tipo la rottura non di una ma di ben due mensoline del frigo da parte del piccolo che, volenteroso, voleva mettere via la spesa che io e il grande avevamo fatto.

Tipo le risate che io e il grande ci siamo fatti al supermercato e le facce schifate da ogni piatto che vendevano annegato di salse o olio di colza.

Tipo io che spiego in francese al barista del bar sulla spiaggia che aggiungere due merde di fette di pomodoro in un “jambon e fromage” SI PUO’ FARE! È inutile che continui a ripetermi bofonchiando ” ah, non non non Madame, il n’est pas possible” indicandomi come un automa la scritta “jambon et fromage”.

Le scivolate continue dagli scivoli della piscina in mattinata in tutte le posizioni più ridicole.

La mia corsa sulla spiaggia alle 7, dove ogni due per tre mi grattavo le punture di zanzara della notte in tenda, malendole tutte a gran voce.

La notte agghiacciante in tenda dove il marito si è rifugiato in una “stanzetta” col piccolo per sfuggire alle zanzare. Il grande che mi voleva ospitare nella sua ma poi saremmo stati stretti e io che, da stoica, ho detto “e che sarà mai una zanzara”, per poi ritrovarmi a dormire su di un materassino autogonfiante quechua, che usano solitamente i due a scout, che visto la durezza forse si era autogonfiato di cemento armato, se no non si spiega. Io, un borsone a mo’ di cuscino, un lenzuolo e un asciugamano per coprirmi, il caldo, il freschetto, il “zzzzzzzzzz” tutta la notte, un crampo al polpaccio sinistro dalle tre in poi. E chi cazzo è che ha dormito.

Dicevo, mi piacerebbe poter mostrare uno di quei nostri video di scene roccambolesche che si guardano all’incontrario per ridere un po’.

Già per ridere un po’, perché ci sono delle volte in cui tensioni, stanchezze, non correlate direttamente alla situazione che stai vivendo in quel momento, ti fanno essere più nervoso del solito e quindi, nostro malgrado, va tutto a schifio (cit. Camilleri), non puoi fare altro quindi che aspettare che la giornata finisca per poter girare pagina.

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