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Il solito caos bis ( benvenuta ora solare)

30 Mar

Ad ottobre lo avevo già scritto qui e quindi é inutile riscrivere lo stesso dramma, dramma che ho notato con piacere essere stato condiviso questa volta da amici e parenti visto che mi hanno contattata ieri sera per avere delucidazioni in merito.

Io, millantando le solite conoscenze che non mi appartengono, ho stordito talmente tanto di parole i miei interlocutori che hanno riagganciato la cornetta sempre più convinti che io sarei stata l’unica a svegliarmi con la consapevolezza dell’ora esatta. Convinti loro…

Stamane le due bestie di figli mi svegliano saltandomi sulla panza.
Io ancora con gli occhi incollati e il segno del cuscino sulla faccia riesco solo ad emettere, con voce cavernosa, questa suono:” ma che ora é?”.

Il telefono mi segnala un’ora, la caldaia un’altra, in cucina l’orologio si é fermato e invece l’orologino di mio figlio che “cammina” fa le 21.14!

Non importa, andiamo comunque a fare colazione poi vediamo.

Quando i due erano estremamente piccoli avevo letto che l’ora legale doveva essere fatta digerire ai pargoli in piccole dosi. Quindi mi avvicinavo al salto dell’ora in punta di piedi, prendendo la rincorsa 10 giorni prima e aumentando o diminuendo di 6 minuti/dì l’orario in modo da non causare loro uno shock.

Ora che siete più grandi di uno che sbava, rigurgita e riempe il pannolino fino all’implosione , e che, anche di domenica, per non fare mancare niente alla mamma, vi siete svegliati alle 7.30 vecchia ora che potrebbero però essere le 8.30 o le 6.30 a seconda della stagione, rompete che già volete fare colazione.

Va bene, mi arrendo, mettetemi al muro e colpitemi di brioche e gelatina di lamponi ma sappiate che appena mi capiterà a tiro un orologio che finalmente mi illuminerà, quella sarà la nostra ora fino al prossimo autunno e non solo non ci saranno armistizi, tregue o bandiere bianche per anticipare il pranzo ma se poi scoprirò che addirittura che mi avete sventrato il sonno un’ora prima del solito i compiti raddiopperanno visto che avrete il doppio del tempo a disposizione!

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Sopra la cappa il grasso campa

25 Feb

Ci sono donne che come me, e ce ne sono in giro veramente parecchie, si intestardiscono per un “nonnulla”.

Il “nonnulla” in questione però é per noi una questione di principio, un’assoluta necessitá, una priorità in quel momento più importante del pesce congelato radioattivo che potremmo trovare sui banchi del nostro pescivendolo di fiducia.

Il pesce al massimo lo mangi e diventi fluorescente per un paio di giorni, vuoi mettere il vantaggio per il famoso “risparmio energetico”?. Fai luce in casa per un paio di sere e la bolletta ti sorride.

Invece il “nonnulla” per noi é come un tarlo, tic tic tic, nella nostra testa fino a quando non lo abbiamo sconfitto, depennato dalla nostra vita, sbriciolato come un pacchetto di cracker sotto un paio di Dr. Martens.

Il “nonnulla”, anche se probabilmente per la maggior parte della popolazione umana maschile é considerata una emerita stronzata, per noi, in quel momento, diventa lo scopo della nostra vita e se qualcuno oserá mettersi in mezzo, o peggio ancora boicottare la nostra furia contro il “nonnulla”, la sindrome da pre-mestruo, in confronto, diventerà una ventata di allegria in famiglia.

Facciamo un esempio, ma non incominciare subito a ridere perché ti schiaffeggio a distanza:

Nonnulla n. 1) lo sporco che si forma nel binario delle porte della doccia.

Una donna affronterà quella sfida con la stessa tempra di un giocatore degli All Blacks intonando un canto maori e avvicinandosi al “nonnulla” con la stessa camminata di un lottatore di Sumo.

Dopodiché la donna, per eliminarlo dalla faccia della terra, rimarrà sdraiata nel piano doccia per circa un’ora e mezza tra fumi di detersivi tossici, spugnette varie e cotton fioc di varie misure per eliminare l’ultimo centimetro di lurido.

Alzatasi trionfante dalla doccia con sguardo che ricorda tanto Jack Nicholson col coltello in mano nel film Shining incrocerà nel corridoio di casa il marito appena rientrato dal lavoro che le chiederà con aria inquisitoria che cosa ha fatto tutto il pomeriggio visto che la casa é un macello.

Nonnulla n.2) il grasso che si forma sulla cappa della cucina.

Una donna affronterà questa sfida come una saltatrice di salto triplo ovvero ciondolando avanti e indietro per circa un quarto d’ora per trovare la concentrazione e cercare di capire la tattica dell’avversario.

Dopodiché si avventerà sulla cappa con sgrassatore, spazzolino da denti usato e paglietta di ferro con la stessa brutalità di un battitore siciliano di polpi.

La colpirà alle spalle, poi la annaffierà di liquido bianco e infine la gratterà con la paglietta con una violenza inaudita e bava alla bocca. Lo spazzolino servirà per umiliare la cappa fino in fondo.

Dopo aver rivisto la luce, poiché il vetro era rimasto oscurato per anni, la donna continuerà a spegnere e riaccendere la lucina per vantarsi con se stessa del suo trionfo senza eguali.

A lavoro finito, dopo aver acquistato un avambraccio destro degno di Michelle Obama e aver perso due strati di unghie per colpa della paglietta, incrocerà lo sguardo del marito che, appena rientrato del lavoro, le dirá che ha fatto bene a riposarsi tutto il giorno, visto la confusione che regna sovrana in casa, di non preoccuparsi e che metterà poi lui tutto a posto.

Lo metto lì!

23 Gen

Lo metto lì anche se non è il suo solito posto.

Lo metto lì perchè tanto non ha un solito posto.

Lo metto lì perchè tanto lo cercheró là e ancora piú in là e quando non lo troverò mi ricorderó che lo avevo messo lì.

Lo metto lì perchè l’altra volta lo avevo messo su e ho impiegato un’intera mattina a trovarlo pensando fosse giú.

Lo metto lì perchè l’ altra volta lo avevo messo giú e ho impiegato un intero pomeriggio a trovarlo pensando fosse su.

Lo metto lì cosí quando mi chiederai dov ‘è io, con tono sicuro di me, ti risponderó ” l’ho messo lì”, cosí finalmente non mi darai piú della disordinata cronica, confusionaria e smemorata.

Lo metto lì perchè nel caso ci fosse un’emergenza, un incendio, un’alluvione, un terremoto, un’innondazione, un maremoto, un esplosione di vulcano, uno tsunami, lo trovi subito e scappi.

Lo metto lì perchè se ci dovessero chiamare dalla Banca, dagli Esatri, dalla Finanza, dalla Polizia, dall’ Antincendio Boschivo, dall’ Ospedale, dal giro pizza del paese vicino, dallo spazzacamino, dal kebbabaro, dalla Casa Bianca, dall’ufficio oggetti smarriti, sappiamo che è lì e glielo portiamo subito.

Lo metto lì perchè l’ultima volta che non lo trovavo ho ribaltato la casa, ho rovesciato divani e materassi, ho spostato mobili, ho smontato plafoniere e caloriferi, ho sventrato cuscini col taglierino, insomma ho tirato fuori tutto e non l’ho trovato, per poi accorgermi che lo avevo in tasca. Quando la signora delle pulizie ha fatto il suo ingresso in casa, avendo già capito che lo stavo cercando, ha prontamente incominciato a digitare sul telefono il numero dell’ ASL per farmi fare un T.S.O. d’urgenza perchè non ne può più della bolgia casalinga, per fermala ho dovuto placcarla come un giocatore di rugby.

Insomma, lo metto lì, così d’ora in poi verrò ricordata come una persona perfetta, ordinata, organizzata, mentalmente coordinata, efficente.

Lo metto lì, punto e basta.

Devo solo decidere dove!

disordine

(immagine dal libro “Principessa del disordine” di Anne Tyler)

C’è posta per te

13 Ago

Sarebbe bello tornare a casa per una volta e non essere aggrediti dalla cassetta straripante di carta.
Almeno una volta era gonfia per la pubblicità, ora invece, appena apri lo sportellino, bollette assetate di soldi vorrebbero saltarti alla giugulare e succhiarti l’ultimo sangue in corpo.

Come, o forse più che dal dal dentista, “l’estrazione” di quei maledetti documenti dalla cassettina di ferro mi è costata come due sedute di igiene dentale, tre estrazioni e una carie.

Da domani in poi, per risparmiare il gas e l’acqua mi laverò solo quando piove.

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Omonimie e dintorni

25 Lug

I Trilli

Il primogenito è diventato un patito di Hip hop, rock, musical e via dicendo, e, per sentito dire, è anche diventato un fan sfegatato del genere fantasy.:

Certo che poi confonde Harry Potter con Mary Poppins…

Certo che poi quando mi dice di fargli ascoltare la canzone di “Maicol Jasson” (come lo chiama lui) che ha venduto di più nel mondo mi dice di mettergli su “Trilli”

Certo che poi l’altra sera in piazza da noi hanno recitato il musical dei Promessi Sposi e lui si è talmente appassionato che il libro se l’è portato al campus estivo ma poi tutte le sere mi dice che non ci ha capito niente, ma lui insiste.

Certo che poi quando ci fa ascoltare “Gentleman” ultimo successo di un pazzo sud-coreano che canta una canzone incomprensibile e si muove in modo convulso, pretende da noi poveri genitori anziani che lo seguiamo nella coreagrafia studiata alla scuola estiva, capisci bene che ballare al ritmo di “Alagamun-lan, weh, wakun, heya, hanun, gon”, non è cosa per noi. (poi lo facciamo lo stesso, anzi il consorte, ex, ma molto ex, ballerino di break dance si cimenta in balli sul pavimento che se non lo raccolgo col cucchiaino dopo due minuti è un miracolo ma per i figli questo è altro).

Certo che poi quando si è genitori, bisogna poi lasciare scoprire il mondo ai bambini e poi “pagarne le conseguenze” senza fare un plissé.

La festa della mamma – 2

10 Mag

Dalle offerte che vedo in giro per la festa sopracitata sembra che noi mamme non vediamo l ‘ora che arrivi il fatidico giorno per farci regalare creme antirughe, depilazioni varie, massaggi thailandesi e ricostruzioni unghie.

Ma chi le fa le ricerche di mercato per capire cosa sia meglio da regalare a queste povere criste?

A noi basterebbe rimanere sul divano con migliaia di Pringles Onion and Cream gustandoci una quarantina di puntante di Cucine da Incubo con quel gran figo di Gordon Ramsey mentre un’intera squadra delle pulizie ci ribalta la casa.

Sig Groupon, bastava chiedercelo, no??

Quello che le mamme non dicono

12 Apr

Scusami Fiorella (la Mannoia per intenderci) se ti saccheggio e storpio il titolo di un tuo testo, ma stasera gira così.

Noi mamme, come noi donne, noi sorelle, noi zie, noi amiche, ci lamentiamo poco, ma anche se ci lamentassimo in continuazione non ci fermeremmo comunque dal fare.

Stasera gira così.

Mentre ne facciamo tre, ne pensiamo altre dieci, facciamo, disfiamo, rifacciamo, accontentiamo, sorridiamo, ci arrabbiamo, raccogliamo, mangiamo in piedi mentre tutti sono seduti, pieghiamo mentre gli altri stanno guardando un DVD sbracati sul divano, giriamo il mestolo nella pentola mentre gli altri sono in vasca, facciamo andare le dita veloci sul computer, mentre gli altri dormono.

Stasera gira così.

Non ci sono cazzi, no, non ce ne sono, siamo tarantolate e ci da fastidio chi non la pensa, chi non agisce come noi e sotto il nostro comando. Non possiamo aspettare, abbiamo la fregola di fare o di far fare anche se non c é nessuna fretta nel fare.

Stasera gira così.

Sará perché ho fastidio ad un dente, sarà perché sono quasi in fase pre-mestruale da una vita, sarà perché è stata una lunga interminabile settimana lavorativa fatta di decisioni, di indecisioni, di prese di posizione, di scontri, di perdite di tempo, di “se non lo faccio io qui nessuno mi da una mano,cazzo”, ma stasera gira così.

Poi mentre mandi tutti al diavolo alle 19.30 per una volta nella tua vita e lasci il marito in cucina e i due pargoli davanti a “Robots” infilandoti già sotto il piumone che quasi ti sembra di essere in paradiso, vuoi che il piccolo non cada dal divano con la testa non riuscendo neanche piú a respirare dal male e al grande venga chissà perchè un crampo al polpaccio interminabile, mentre il consorte ti prega di andare in salotto ad aiutarlo?

E tu che fai??

Quello che le donne non dicono, ma ogni tanto vorrebbero proprio dirlo, a buon intenditore..

Ps intanto ha appena riiniziato a piovere..

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