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Quello che le donne dicono

16 Ago

E così settimana scorsa siamo andati all’Ikea che ci servivano delle cose.

“Servivano”all’Ikea non può che essere un eufemismo, le cose che servono veramente saranno per eccesso un 15%, il resto è fuffa.

L’uomo medio, diciamocelo, non comprerebbe un cazzo, rimarrebbe con l’armadio dell’anteguerra (e per guerra intendiamo la punica) dotato di manico di scopa della nonna al posto del bastone appendi abiti, va bene così, finché tiene che problema c’è.

Mentre la donna, ahhh la donna che spettacolo all’Ikea.

La donna, inebriata dalle forme e dai colori, laureatasi cum laude in design d’interni sfogliando semplicemente il catalogo nel tragitto di andata, si tramuta prima in esperta massima  dei volumi e degli spazi poi, se questo primo approccio col partner di turno non funziona, si trasforma in serpe ammaliatrice con occhi languidi e labbra tumide che si avvicina strisciante al malcapitato di turno sussurrandogli alle orecchie parole che non si possono ripetere e, nello stesso tempo, cingendolo come un boa constrictor.

Se anche questa tecnica non funziona si trasforma in mulo, piantando i piedi finchè almeno un acquisto non viene portato a casa.

Non importa chi paghi il prodotto, importa portare a casa la preda, come se fosse il leone dal Safari.

(Mentre le coppie anziane litigano per un cuscino, le giovani, che un attimo prima si vantavano a gran voce che loro non cenano mai prima delle 22 perchè si sentono spagnoli dentro, sono i primi alle 11.45 a mettersi in fila al self service, ma solo perchè soffrono di ipoglicemia, sia ben chiaro).

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La promessa

19 Ago

Perché delle volte ci sono degli incontri fortuiti che ti migliorano la giornata.

Tu sei lì come @vestitaacipolla su twitter al cazzeggio, in ciabatte, spettinata, e il solito filo di spinacio tra i denti, tanto non ti si fila nessuno e, tale @davidemercati, con followers femminili che gli tirano reggiseni e perizoma sul palco virtuale, ti gira intorno, come uno squalo con la preda, con cerchi sempre più vicini, sempre più vicini e, alla fine, quando si inabissa sperando di essertelo tolto dai piedi definitivamente torna all’improvviso in superficie e ti azzanna una mano, proprio quella che uso per scrivere.

Sotto minaccia mi ha obbligato a scrivere un pezzo per lui, con la sinistra a questo punto, al contrario avrebbe usato le mie dita come grissini.

ecco, speriamo che adesso la belva mantenga la sua promessa.

http://m.greenmind.comunicablog.it/2014/08/il-riciclo-storia-comica-di-un-ordine-da-seguire/

Il pelo sul petto che scotta.

18 Mar

E ora, dopo averci nauseato con sopraciglia pinzettate che neanche noi donne, ciuffi improbabili che neanche Little Tony e scarpe con pailettes che neanche Lady Gaga

la peggio gioventú maschile esibisce per le vie meneghine, e persino Solange si vergognerebbe di tale look,  giubbottino aderente di pelle nera con la zip aperta a metá petto dove sotto lascia intravedere una tshirt bianca con scollo a V all’ombelico e ciuffo di pelo en plen air.

Fa cosí tanto caldo secondo te da poterti permettere tutto cio? La mammina non ti ha insegnato a coprirti bene?

Idiota, a prescindere dalla polmonite che ti potresti prendere, e che colgo l’ occasione per augurartela, chi ti ha detto, ti prego dimmi chi, che stai bene, che sei alla moda, che sei trendy, cool,  metropolitan e hipster? ( termine che va tanto di moda come sneaker, e anche qui stendiamo un velo pietoso).

Dimmi chi … chiedo troppo?

Do not disturb.

17 Feb

Non sopporto le persone che parlano a bassa voce.

Non le sopporto sia che abbiano un tono basso o che lo facciano apposta

Non le sopporto.

Non le sopporto perchè non sento cosa dicono, non capisco neanche quale sia l argomento di cui si sta parlando.

Dopo miei insistenti ” scusa non ho capito” oppure ” scusa non ti ho sentito” e vedendo che i miei interlocutori non fanno un minimo sforzo per venirmi incontro, incomincio a rispondere ai loro monologhi ovattati con risposte a caso ciondolando la testa come quei cagnolini attaccatti ai cruscotti delle macchine e, alcune volte, anche quando una risposta assurda è fuori luogo, mi faccio silenziosa, fisso il vuoto per alcuno istanti con sguardo da lobotomizzata e poi dico che è tardi e devo andare.

Lo capiranno?

Goba to mare, goba to pare…

30 Gen

Diciamocelo in tutta franchezza, la ” Legge di Murphy” per noi donne è un pó come la Gazzetta per la maggior parte di voi omuncoli, ergo la Bibbia.

Mentre però, per noi sapienti femmine, l’ applicazione della “legge” famosa porta ad una soglia di consapevolezza estrema per quanto riguarda la gestione pratica della vita,  la seconda conduce al massimo, all’ insaputa della vostra asfittica materia  grigia, alla consapevolezza che sui campi da calcio d’ inverno faccia freddo e quindi che i giocatori in mutande possano concedersi i guantini ( penso che li usino per non congelarsi la “french” che si sono appena fatti fare da una S.p.A. cinese, trascinati dalla wag di turno).

Ma veniamo a bomba.

La legge di Murphy ci insegna che tutta le disgrazie, le sfighe, le sfortune, gli imprevisti non si possano prevedere ma anzi capiterà tutto il contrario del previsto.

Noi, noi donne, che non ci facciamo mai mancare nulla, siamo lì pronte col contenuto della borsa pesante come un container galleggiante al porto di Genova pieno di clandestini cinesi (che poi sono quelli delle unghie), per non farci, appunto, prendere in contropiede da quel perfettino del cazzo di Murphy e dalle sue quattro fregnacce.

Osservino quindi, siori e siori la borsa chiusa, ta-ta!

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Osservino ora, siori e siori la borsa aperta.(e per vostra fortuna avevo la borsa piccola)

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Acqua per gli assettati
Pocket coffee per gli coffee-addicted
Tampax per i mestruati
Chiavi per gli “inchiavati (o inchiavabili)

e poi ancora polline che se serve un po’ di energia, the verde in foglie che se per caso un bar non ce l’ha lo tiri fuori te, il libretto rosso dei racconti, I-pod senza cuffie per i non udenti (I suppose), vanity fair sgualcito, fazzoletti usati, persino una radice di chissà che cosa, monete sparse, cicche per l’eventuale fiatella, miso soup in polvere idem come il te, l’Oscillococcinum se viene il raffreddore, penne esaurite ma che possono essere buone ancora per qualcosa, dentrifricio e filo interdentale mai usati, comunicazioni della scuola dei miei figli scadute, tic-tac sparse e impolverate, e altro ancora.

Confesso, caro il mio vecchio Murphy, che mi son fatta venire una gobba così portando in giro tutto ‘sto peso per aggirare la tua mala sorte e ammetto, mio malgrado e mi taglierei la lingua pur di non dirlo, che invece hai vinto tu e che tutto ciò non mi è servito mai ad un cazzo, sob.

Goba to mare,
goba to pare,
goba la figlia della sorella…

A che gioco giochiamo?

16 Gen

La mia non è solo una domanda ma è anche una provocazione.

Reparto giocattoli in qualsiasi bazar.

Guarda la foto sotto.

Vista?

Un bambino si sofferma solo sul prodotto. ” Dai mamma” direbbe il mio primogenito ” comprami le manette cosí blocco il fratellino alla sedia e gli do un sacco di mazzate senza che possa scappare”.

Un adulto invece guarda la foto, foto comunque e presumibilmente destinata ad un pubblico infantile, e forse, anzi lo spero proprio, si fa tante domande.

Per tre euro e cinquanta compri solo un gioco per bambini o anche qualcos altro?

La prossima volta mettetemi di fianco anche la maschera di gomma della Bocassini, almeno giochiamo in due!

P.s. per quanto riguarda il poliziotto, neanche a George Michael sarebbe piaciuto!

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Tony Manero forever.

10 Gen

Le mode cambiano, si evolvono, maturano, a volte ritornano e fortunatamente alcune non tornano piú.

Pensiamo ai paninari per esempio che,  per fortuna loro, si sono estinti naturalmente, in caso contrario avremmo dovuto aprire la caccia per poi appendere sopra il caminetto una bella testa sorridente con cappellino e giubbotto della Moncler.

Riflettiamo sulle spalline simili a quelle di giocatori di football americano e ai capelli cotonati degli anni ’80. Cosa avrebbero pensato gli extra- terrestri se ci avessero invaso in quel periodo. L ‘ unica giustificazione, pensata da loro, sarebbe potuta essere che la massa gonfia e informe di capelli era stata studiata in quella maniera ridicola solo per.proteggere un grande e sapiente cervello dotato di forza soprannaturale.
“Cervello soprannaturale, gli umani?” Scoppiandosi a ridere in faccia.

Oppure i sandali da ancella romana, gli abiti fluorescenti, i cerchietto, gli stivali bianchi, i pantaloni pitonati, e cravatte con.le lucine… tutto fortunatamente sparito o in via d’ estinzione.

Quello di cui non mi capacito è perchè, seppur irriso, trattato male, schifato, sgambettato, spintonato,  sputato,  per lo stile alla Tony Manero non ci sia un tramonto, o meglio, un morto e sepolto!
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