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Esselunga 10 (voi me state a fa’ morì?)

8 Apr

Avendo adottato per alimentarmi, da quando son nata, la famosa tecnica “dell’imbuto”, ovvero l’ingoiare qualsiasi pietanza, non chiedo tanto ma almeno commestibile, e solo al momento del ruttino cercare di capire che cosa ho ingurgitato…

…capisci ammé…

… che neanche davanti ad uno degli alimenti più pericolosi in circolazione, ovvero il pesce crudo, mi son fatta tante domande.

Confezione squarciata, bavetta in “modalità ON”, rovesciamento dell’intera vaschetta direttamente nello stomaco quasi senza passare dall’esofago.

Poi però mi viene una curiositá, ad altri forse sarebbe venuto un dubbio, uno di quei dubbi atroci che ti fanno sudare freddo, di quelli che ti fanno chiamare il centro antiveleni al primo accenno di pensiero, di quelli che “chiamo il prete per l’estrema unzione che mi porto avanti”.

Invece, come dicevo, a me invece viene solo una curiosità.
Quando scadrà questo benedetto prodotto ittico?

Oggi é l’8, sulla confezione non mi pare ci sia la data di produzione ma mi dicono da una parte:
Che rigorosamente devo consumarla il giorno dell’acquisto (e qui vedo la loro serietà nel tenerci alla salute dei consumatori) anche se poi non capisco perché indichino però la data della scadenza il 9.

Cosa vuol dire, che data dello scontrino alla mano, se io lo avessi mangiato domani, data dell’effettiva scadenza, e fossi morta, loro non mi avrebbero neanche pagato la scritta sull’epitaffio:

“Qui giace Gine, che non avendo saputo interpretare le istruzioni morì di salmonellosi e di ignoranza, burp”.

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La lista della spesa

18 Ott

Quando un uomo si offre di fare la spesa al posto tuo chiedendoti in cambio però di redigere la lista delle cose da comperare tu scrivigli anche la lista delle cose da non comperare in modo da non ritrovarti, come le ultime volte, sommersa da pasta, pizzoccheri e riso pensando che, se non erano in lista, era solo perchè mi ero dimenticata di aggiungerli.

Se la matematica non è un’opinione.

22 Set

Oh noooo, non mi ero accorta che alla cassa c’é la cassiera che non sopporto.

Non posso ne andare avanti, ne andare indietro col carrello stracolmo, e comunque questa è la fila meno lunga di tutte e ho voglia di andare a casa anche se mi tocca sorbirmi l’addetta alla riscossione più incapace che ci sia.

Si però facendo due veloci calcoli matematici e di buon senso, la cassiera che mi sono affibiata avrà si meno clienti ma se continua a scorrere con quella lentezza i codici a barre sullo scanner e a commentare ogni singolo prodotto acquistato ci farà doppiare, come in atletica, anche dai clienti che arriveranno domani mattina.

“Su su, forza forza” a mo’ di Peppiniello di Capua coi fratelli Abbagnale “su ragazza, sforzati di più, mettici più pathos e vedrai che se ti impegni veramente ce la fai” vorrei urlarle con un megafono nell’orecchio mentre invece lei, serafica e imperterrita, mantiene il suo ritmo a rallenty.

Dopo interminabili minuti tocca a me, seguo le sue mosse con la testa come un arbitro di badminton fa con i giocatori, tac prende con la mano destra l’articolo, lo passa sullo scanner e tac, con la mano sinistra lo mette sul tapis roulant verso il mio sacchetto.

E’ il momento che mi tocca, ahimè pagare, si ricorda che ho due figli, e a me, infida e acida donna che l’ha criticata fino ad adesso, spunta una lacrima per la commozione.

Si guarda in giro con circospezione e poi mi sussurra che mi regala un pacchetto di figurine in più, visto che con due figli è meglio il numero pari che il dispari.

Ancora una volta, mio malgrado, mi sento pervasa da bontà e riconoscenza.

Peccato poi scoprire dallo scontrino che avevo diritto a 12 pacchetti, e quindi con uno in più si fanno pari solo le mie palle che girano!!

grrrrr

Resa dei conti.

27 Nov

E così ieri mi ritrovo davanti, come tutti gli anni, quei simpatici e sorridenti alpini con il loro bel sacchetto di plastica di giallo in mano all'entrata del mio supermarket.

E così ieri prendo, con piacere, dalle loro mani il sacchetto giallo e ricambio il sorriso.

Si tratta della raccolta nazionale della colletta alimentare, iniziativa che condivido a 360 gradi.

Mentre mi incammino tra le corsie cinicamente penso che si va bene la beneficenza ma mica mi posso svenare per la povera gente, che va bene i beni di prima necessità ma niente prodotti di marca però e che cavolo!

Quindi mi avvicino a quattro tipologie di prodotti che ho scelto e senza neanche "guardarli in faccia" metto nel sacchetto giallo quelli che costano meno e che cavolo!

Faccio la mia spesa normale, con i "miei prodotti", quelli che ormai acquisto da un po'  e che guardano  con aria snob  quelli nell'altra sportina che sicuramente si sentiranno come la piccola fiammiferaia.

Mi avvicino alla cassa e penso : "Prima i miei, prima i mei, come con i figli, e poi "quelli la".

Alla fine della spesa mi accorgo che i miei prodotti, senza volere, sono esattamente gli stessi di quelli per la colletta alimentare.

Houston: abbiamo un problema! (*)

* Se minimamente mi conoscete saprete che il finale ironico, completamente fuori luogo, è voluto. Era per sdrammatizzare questa maledetta crisi che ha colpito proprio tutti (naturlamente tutti but "the casta").

Decluttering al sushi

17 Feb

Cosa c'è di meglio che fare decluttering in casa, mentre i bambini dormono e il marito è fuori per lavoro, mentre ci si ingozza di sushi e sashimi dell'esselunga?? Ovvero,  come indorare la pillola ad una casalinga disperata quale io sono.

Sepolti in una bara di plastica 2

23 Gen

p.s.

E quando vai in giro allora , mi chiederete? che fai? bevi il ristagno delle pozzanghere, le gocce che cadono dalle grondaie? vai nei bar a chiedere, come quando avevamo 10 anni e non avevamo un soldo in tasca, a chiedere ” un bicchiere d’acqua, per piacere, del rubinetto, però”?

Niente di tutto questo, giro con la borraccetta d’alluminio! (si va beh sono noiosa, al limite dello sbadiglio)

Sepolti in una bara di plastica

23 Gen

A me sembra veramente assurdo, con tutte le alternative che ormai esistono, incontrare ancora persone al supermarket che riempono i carrelli di acqua naturale.

Capisco l'acqua frizzante, ma l'acqua naturale no!

Hanno mai letto le statistiche di controllo sulle acque, che l'acquedotto comunale subisce 100 volte di più controlli rispetto all'acqua imbottigliata? Io uso la Brita da anni, magari rispetto all'acqua del rubinetto non cambia niente (anche se dubito fortemente), magari non rimuove e trattiene quello che invece dovrebbe rimuovere, magari neanche il gusto non cambia e io mi faccio trarre in inganno come una babba ma almeno non mi spacco la schiena a portare in giro casse su casse d'acqua e non alimento ancora una di più di rifiuti la discarica comunale.  Si potrebbe obiettare che tanto la plastica si può riciclare, si va beh, ma è meglio prevenire che curare, no?

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