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Nono giorno di vacanza al mare – “e la Madonna”

24 Ago

Non ho capito perché l’Italia non abbia ancora ritirato il nostro Ambasciatore in Francia visto la presenza di olio di colza servito in ogni piatto, olio che da noi non viene neanche più usato come combustile per non rovinare i motori.

Sorvolerò invece sul fatto che dopo aver ordinato due croque monsieur stasera per i ragazzi, e nell’attesa del succulento piatto aver loro raccontato della sua bontà e di come, anche se in anni diversi, io e il consorte ce lo sgranocchiavamo lungo la Senna, siano invece arrivati due insipidi panini presso fusi di cotto e cheddar. Non mi sono lamentata perché non avevo più voglia di arrabbiarmi, perchè avevamo passato un bel pomeriggio insieme, e perché avevo già urlato un bel ” siete due teste di cazzo” a due francesi in piscina, quindi ero già a posto così.

Come avevamo iniziato con l’aperitivo sulla spiaggia comprato tra gli scaffali del super U, così finiamo la vacanza sempre sulla spiaggia scambiandoci patatine dalle marche improbabili accompagnate da salse che lo sono ancora di più, fa tutto orribilmente schifo ma non importa.

Il 25 si riparte ma forse si prevedono ancora temporali dopo quelle devastante di questa notte e il nostro rituale non volevamo certo saltarlo per colpa di due nuvole nere.

Mi viente in mente che come quando ero incinta vedevo tutte donne incinte, ora che il nome della Madonna è stata molto gettonata e poi inflazionata, non la si può che veder apparire dappertutto. Forse che voglia inviarci un segnale? Che ora ve la faccio vedere io, altro che Madonna e Madonna

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Sesto giorno di vacanza al mare- di quelle date che non si scordano facilmente

21 Ago

Bella data il 20 agosto 2019.

Speriamo ora di passare dalla soap opera “la pietà l’è morta” a “Tutti insieme appassionatamente”. Vedremo.

Stamattina sono riuscita a correre solo alle dieci, con ventisette gradi ma non mi importava, quella salita doveva essere mia.

E man mano che salivo, sudavo, bevevo e imprecavo piano piano mi sono accorta che mancavano poche ore alle tre del pomeriggio. E in me è cresciuto lo schifo da un parte ma anche la liberazione dall’altra che, per uniformarmi al comportamento di quello che poi sarebbe stato preso a schiaffoni nel pomeriggio, questa liberazione sarebbe potuta tranquillamente essere paragonata a un rutto, e che rutto. Dopo 14 mesi di peperonata sullo stomaco.

Ma man mano che salivo, sempre sudando, bevendo e imprecando, mi è venuta una nostalgia terribile. Un magone. Per tutti quelli che hanno sofferto in questi mesi. Per l’immobilità o meglio, per il ritorno ai coprifuochi, alle minacce, alla sporcizia del linguaggio, alle bassezze, all’infantilismo. E intanto persone hanno pianto, urlato disperati. Sono stati messi in esilio. Molti sono morti. Altri hanno perso il lavoro, altri ancora illusi. Altri sono stati lapidati verbalmente o fisicamente in pubblica piazza visto che la maleducazione, l’ignoranza e il pressapochismo erano stato sdoganati. Il razzismo non lo cito neanche, non voglio sporcarmi le dita sulla tastiera.

Al terzo chilometro mi sono fermata davanti alla croce a fotografarla e a provare un attimo a pensare sul suo vero significato, io che non pratico. Alla targa che volente o nolente era un chiaro messaggio della giornata. Alla signora disabile che dà l’idea di e rassegnazione e della casa trascurata.

Poi che ci siano anche i prodotti locali che lanciano messaggi chiari e decisi sull’esito della giornata è una cosa fantastica!!

P.s. Ho provato a spiegare ai figli cosa stesse succedendo in Italia ma a loro interessava solo il minigolf serale che”ça va sans dire” (come dicono qui) hanno saltato per comportamento in famiglia anti sportivo.

Primo giorno al mare – la pazienza infinita

18 Ago

Perché lo sapevo già, ma oramai chi si stupisce più, che il viaggio sarebbe stato un inferno.

Io avevo la carogna addosso ancora prima di partire, perché per andare in vacanza non volevo passare da Genova. Perchè mi sentivo lo schifo addosso di quelli che si fanno il selfie col morto, anche se non c’entro nulla con loro, per il funerale di Stato, che mi sembrava brutto passarci di fianco mentre andavamo al mare e perché si sconsigliava il transito da quelle parti visto il caos.

Il marito invece, al contrario ci voleva passare perchè è la sua città, perchè voleva respirarla anche in questo momento di silenzio irreale, condividere l’emozione con i suoi parenti e per ultimo waze, che pare non sbagli mai, diceva che non ci sarebbe stato traffico. (In effetti l’autostrada era completamente vuota).

Beh, ci siamo scornati ininterrottamente, escluso un mio pisolo di un’ora lato passeggero, dalle 9.30 alle 17, e scornati è un eufemismo, coi figli poi che ci mettevano il carico da undici.

Si scoprirà all’ora di cena che il marito è due notti che non dorme causa pensieri, ma mica te lo dice no, e neanche te lo fa capire. Nella prossima vita faccio un corso di corrispondenza per lettura nella mente, magari così non lo minaccio più stile Al Capone.

E si arriva in campeggio, e devi anche disfare tutti i bagagli. Ah, i miei meravigliosi vestiti estivi nell’armadio, sapendo già, tuo malgrado, che indosserai calzoncini e canottiera per una settimana.

E i figli, il marito e i cuginetti arrivati anche loro coi genitori hanno fame. Dio che incubo che la gente voglia mangiare più di una volta alla settimana, e con questo caldo umidità e i capelli appicicati alla fronte anche l’estro culinario se ne va a puttane.

Sù figlio piccolo, oramai giovine uomo, aiutami a preparare questa mayonese veg che stasera facciamo il botto.

Muro di gomma

3 Dic

“Muro di gomma” è un film di Marco Risi su Ustica, ma non solo…

Muro di gomma” sono tutti quei colleghi (e i posti di lavoro ne sono pieni) che:

– non si assumono nessun tipo di responsabilità così fanno prima;

– che “mi dispiace lo vorrei tanto fare ma non è di mia competenza”;

– che ti vedono trascinare uno scatolone gigantesco ricolmo di documenti da un ufficio all’altro e loro, impettiti dentro il loro abito inamidato e anche se sono di tuo pari grado, ti prendono per il culo “complimendantosi” per il tuo ciclo di studi pluriennale per poi fare lo scaricatore in ufficio;

– che si impostano “la ricevuta di lettura” sulla mail box così poi ti possono rinfacciare che hai letto il messaggio;

– che siamo anche amici e non solo colleghi, fino a quando non do loro lavoro da fare;

– che quando do loro lavoro da fare ti dicono “ma non eravamo amici?”;

– che fanno firmare al capo a luglio le ferie di dicembre così poi fregano tutti gli altri;

– che durante le riunioni si mimetizzano con la sedia così non vengono interrogati.

Una volta scrissi ad un mio Direttore: “Dottore, il mio compito qui dentro è anche quello del portiere di calcio; io paro, mi butto per terra, rotolo, salto, afferro il collega anemico del 4° piano che pur di non venire in ufficio presenta comunque la fiche della donazione del sangue, trascino fuori dalla linea bianca prima che l’abbia sorpassata del tutto la collega del 2° che si infila tonnellate di cancelleria nella borsetta, faccio lo sgambetto al centralinista che risponde al telefono con lo stesso tono di un’impresa di pompa funebre. Insomma dottore, ho solo due guantoni ma di palloni me ne arrivano a decine alla volta e quindi qualche gol, specie alla mia etica professionale, mi scappa”.

Il muro di gomma” se ne frega di tutto quello che lo circonda, sapendo benissimo che prima di poter essere licenziato deve ridiventare Presidente del Consiglio Berlusconi.
Il muro di gomma” va avanti verso il suo obiettivo, scaldare la sedia fino alla pensione o ancora meglio trovare un’invalidità che gli calzi a pennello per poter anticipare.

A questo punto non mi resta che dire “chapeau”!

Chapeau

A volte ritornano …

9 Dic

Si cita Stephen King così per ridere un po’ ma diciamocelo, non c’è niente da ridere.
Qui si parla di tragedia.

Qui si parla di morte.

Qui si parla di volerci prendere, ancora una volta, ANCORA UNA VOLTA, ribadisco, per il culo.

Abbiamo voglia di ridiventare quello che, nostro malgrado, siamo stati (o almeno così sembravamo) per tanti anni?

Qui lo scendere in piazza non servirà più a niente, continueranno solo a darci dei facinorosi.
Io non scappo, io non abbasso la testa, io se ti avvicini ti sputo in faccia.

Io se mai mi si dovesse avvicinare la tua secondogenita, con quella faccia da spaventapasseri, le rovescerei un bel minestrone di verza e cavolo nero, quello che sono costretta a dare alla mia famiglia giornalmente per via della crisi.

Io, noi, non vogliamo finire nel baratro merda di uomo, quindi ti conviene mandarci velocemente una cartolina da Hammamet prima che ti ci spediamo noi a calci nel culo.

O meglio ancora, merda di uomo, rimani tra noi, che ti facciamo vedere come un uomo bianco riesci a diventare, dopo un bel nostro trattamento, un uomo panda (per via degli occhi neri) o meglio ancora un bell uomo abbronzato.

Ti avevo già detto che sei una merda di uomo?

Ti aspettiamo a braccia aperte…

E allora facciamo un po’ di qualunquismo!

24 Set

Dai domattina, al bar o al mercato, crogioliamoci addentrandoci dentro argomenti ignoranti e qualunquisti!

Tutti i politici sono ladri ma fortunatamente non tutti i ladri sono politici.
Non se ne salva uno.
Sono dei parassiti che vivono alle nostre spalle.
Tutti a testa in giù in Piazzale Loreto.
Quelli di sinistra che si befferanno di quelli di destra.
Quelli di destra che azziteranno quelli di sinistra dicendo che anche loro ci sono dentro fino al collo.
Quelli di centro che non capiranno come al solito di chi stiamo parlando e si alleeranno col meno peggio.
Di Pietro che invocherà il Re Nettuno per pungere loro il culo col forcone.
Grillo che se la scialerà, come lui solo sa fare, dimenticandosi per un attimo le sue gatte da pelare, miao.
Renzi, come Gimpel, che continuerà la sua campagna elettorale alla quale pare ci creda solo lui

Il gesto della Polverini che si autopunisce con un panno Swiffer spazzando via così anche tutta l’altra polvere che la sua Regione si è dovuta respirare potrebbe essere anche apprezzabile, certo potrebbe, ma io non ho più pietà per nessuno.

Cit. “La Marchesa Cicciaporci per non dar le perle ai porci le nascose dentro agli orci..”
Tea Patata

Santo Subito (cit. del consorte)

29 Mag

Le brutte notizie si susseguono da stamattina alle nove.
La terra trema ma  in questo periodo non è una novità;  ci sono crolli, morti, feriti, le persone, anche qui nella meneghina provincia, vengono evacuate dagli uffici.
Affollamenti in strada, gente col caschetto anti-infortunistico e la 24 ore in mano,  era dai tempi “all’attentato” al Pirellone che non si vedevano scene così, tutto ora forse sta rientrando nella norma ora, speriamo.

Alle 13 ero in Duomo in metropolitana e,  mentre l’altoparlante annunciava la sospensione temporanea dei treni, la signora responsabile dei bagni continuava imperterrita a banchettare con pizza e babà al suo tavolino all’entrata dei servizi igienici in gestione.

Avrà pensato “ma a me che me frega io continuo a mangiare tanto se qui crolla tutto, con questa stazza, non vado da nessuna parte, tanto vale finire di ingozzarmi“.  E aveva ragione!

Unica buona notizia per ora è stata la dichiarazione del nostro Presidente del Consiglio a proposito della vicenda scommesse calcio : “Il calcio andrebbe fermato”.

Santo subito, mi ha risposto il consorte appena gli ho dato la notizia.

 

 

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