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Occhi di gatto

2 Ott

Non ho mai avuto paura dei ladri.
I ladri, quelli veri, quelli bastardi, che ti entrano in casa sia che tu ci sia oppure no.

Forte dell’esperienza di trent’anni fa quando uno ha provato ad entrare dalla finestra e mio padre gli ha sfasciato una sedia sulla testa mi sono sempre sentita invincibile o forse perché sinceramente in casa mia non c’era un granché da rubare.

Da quando ho comprato questa casa col consorte, la sensazione è sempre stata la stessa. Abbiamo una porta d’entrata che si “taglia con un grissino” e le imposte che si aprono con la famosa forcina di Mc Giver, ma nonostante questo, non ci siamo mai minimamente preoccupati di allarmarci o allarmare la casa.

E’ da qualche tempo però che qui nella mia zona c’è qualche “illuminato da Dio” che si spaccia per quello del gas, della luce, e le tasse, e si squaglia l’oro lo dia a me e poi glielo riporto, mentre uno ti parla l’altro ti entra dalla finestra, oppure ti bussano alla finestra e intanto ti entrano dal camino come Babbo Natale, sta di fatto che hanno rubato a tutti i nostri vicini e indovinate chi manca per completare il quadretto?

Così il consorte, da vero maschietto schiavo della tecnologia, si è messo su internet due giorni a cercare un allarme, tre giorni per configurarlo (forse io ci avrei messo 7 minuti ma va beh) e via col famoso telecomando.

Certo se io lo comandassi come Dio comanda, forse avrebbe un suo perchè e invece:

– schiaccio l’ON quando dovrei schiacciare l’OFF e viceversa e quindi suona
– apro la porta e poi schiaccio il bottone (tanto comunque sarebbe stato l’OFF) e giustamente suona
– quando finalmente azzecco il tasto per spegnerlo lo faccio da troppo lontano e quindi quando entro in casa suona.

Tutto questo molesto rumore nel vicinato funzionerà comunque come deterrente contro i furti, no?

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Twittami ma di wordpress straziami

16 Mag

Non é che son sparita dopo Berlino nel buco nero di un würstel gigante ricoperto di salsa di ananas agrodolce, sono stata semplicemente inghiottita da twitter io che appena appena riuscivo a pronunciarlo.

Ho aperto l’account due anni fa per fare la figa e, tra il 2012 e il 2013, ho monologamente twittato due volte, il mio vicino di casa detto “mr deambulatore con marcia automatica”avrebbe sicuramente saputo fare di meglio.

Non lo conoscevo, non mi interessava, non me ne fotteva niente per intenderci e più me lo consigliavano e più mi irrigidivo.

Fino a che settimana scorsa, in un giorno di pioggia, chiusa dentro un armadio illuminata solo dalla luce dell’ipad per non farmi scoprire dal parentame,se no avrei perso quel minimo di coerenza che ancora mi distingueva dagli altri ho fatto volare le dita sulla tastiera fino a 140 caratteri alla volta.

Certo all’inizio usi gli# come se non ci fosse un domani, ad minchiam, cokn la supercazzola carpiata, mettendola persino alla fine o in mezzo la parola.

Scrivi a tutti e nessuno ti risponde o ti ritwitta, scrivi da sola e nessuno ti caga di pezza.

Fai la brillante, la stronza, la cinica, l insicura, la lolita, la grillina, la gatta morta, la pdiellina, la nera, la minorenne, la milf, la nonnina, persino l’uomo ed è come gridassi nel tuo peggior incubo quando la voce non esce e nessuno ti sente.

A che gioco giochiamo?

16 Gen

La mia non è solo una domanda ma è anche una provocazione.

Reparto giocattoli in qualsiasi bazar.

Guarda la foto sotto.

Vista?

Un bambino si sofferma solo sul prodotto. ” Dai mamma” direbbe il mio primogenito ” comprami le manette cosí blocco il fratellino alla sedia e gli do un sacco di mazzate senza che possa scappare”.

Un adulto invece guarda la foto, foto comunque e presumibilmente destinata ad un pubblico infantile, e forse, anzi lo spero proprio, si fa tante domande.

Per tre euro e cinquanta compri solo un gioco per bambini o anche qualcos altro?

La prossima volta mettetemi di fianco anche la maschera di gomma della Bocassini, almeno giochiamo in due!

P.s. per quanto riguarda il poliziotto, neanche a George Michael sarebbe piaciuto!

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Welcome

11 Dic

Hai presente quando vieni invitato a casa di persone che conosci poco e sulla porta di ingresso ti accolgono indossando pantofoline di lana cotta lanciandoti il messaggio che a casa loro le scarpe non si indossano.

Hai presente quando ti trovi nella situazione sopradescritta e, a prescindere dall’ eventuale calzino bucato che potresti indossare, ti girano i maroni perchè ti sembra poco educato far togliere le scarpe all’ ospite.

Hai presente quando entrando da loro ti pulisci le scarpe sul loro “Welcome” di cocco naturale che poi cosí tanto welcome non è se poi mi tratti come un pezzente.

Hai presente quando la padrona di casa, di bianco cachemire vestita, ti sfiora il braccio e ti sussurra falsamente che puoi anche non toglierle ma loro sono abituati cosí.

Hai presente che … la prossima volta che mi invitate pesteró volontariamente una merda di cane per poi lucidarvi naturalmente il parquet con le mie suole?

Foro Bonaparte a Milano, qui sotto. L’ unico motivo valido per togliersi le scarpe prima di entrare in “casa”.

Buon Natale a tutti.
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Il portinaio senza scrupoli

19 Nov

E se da una parte alcuni , col Natale che si avvicina, diventano un po’ più più buoni aiutando la vecchietta ad attraversare la strada, portando la spesa al vicino anziano, assecondando le idee malate del capo,

dall’altra invece alcuni diventano si sempre più buoni, ma a proprio vantaggio e non per spirito di beneficenza.

Mi spiego meglio
:

c’è chi fa piaceri per spirito di compassione senza richiedere nulla in cambio
e invece c’è chi fa piaceri calcolando esattamente quello che andrà loro in tascoa

Mi spiego ancora meglio:

Oggi ho assistito ad una scena patetica, un portinaio cacciava a malo modo un barbone che voleva mettersi a dormire all’interno del suo androne ma, a mio parere, non lo avrebbe trattato così male se non fosse stato presente alla scena un condomino, probabilmente il più facoltoso del palazzo.

Il ragionamento da seguire è questo:

Se il condomino vede come lavoro bene, come sono senza scrupoli per il bene del palazzo, come voglio bene alle persone che abitano qui che sono disposto a tutto per loro, loro, vedendomi così professionale nel mio operato, avranno un occhio di riguardo in più visto che si va verso il Natale” , e intanto pensava a pacchi dono, buste e bustine, ricchi premi e cotillons, mentre un rivolo di bava gli scendeva sulla guancia.

Datemi un martello….

portineria

Natale a nostra insaputa

11 Nov

“Ma che fai parli del Natale quando manca ancora ben un mese e mezzo, sei impazzita? Hai bevuto?”

“Beh si, lo confesso, mi hai scoperta, pur essendo astemia, mi sono tracannata stasera, all’insaputa della prole e del consorte, una mezza bottiglia di non so che cosa, luppolo o qualcosa di simile I suppose, con sull’etichetta una specie di monaco beone col gargarozzo floscio, ma questo non ha niente a che fare col mio pensar già al Natale, ecco perchè:

1) quando eravamo piccoli incominciavamo a respirare l’atmosfera dell’arrivo del bambinello Gesù, o chi per esso, il giorno dopo la fine dei mercatini di sant’Ambroeus;

2) dopo qualche anno abbiamo cominciato, o meglio, i geni del marketing hanno incominciato a fischiettarci “Jingle bell”, imitando i cugini americani, subito dopo il ritorno dalle ferie estive. Noi ancora li col bel segno evidente del costume sulle chiappe e il malloppo di salsedine incrostato nei capelli che eravamo già obbligati a pensare al regalo per le zie zitellone;

3) dopo qualche anno ancora, i soliti genioni, vedi sopra, hanno pensato bene di introdurre un’altra ricorrenza tra le ferie estive e babbo natale, o chi per esso, perchè alla fine tirarla per quattro mesi con l’albero e le lucine alla fine stancava il consumatore, e così ci hanno propinato halloween e tutto il suo merchandising annesso, vuoi mettere l’affare?;

4) letteralmente ieri è finita la festa dei morti e oggi mi è arrivato il catalogo di un vivaio che propone tutto per il 25 dicembre, e quando dico tutto vuol dire proprio l’impossibile, tranne uno straccio di pianta marcia. Tutte cose carine per caritá, che mi solleticavano le papille gustative, la vista e il portafoglio. Campanelline, gufetti, piccole ferrovie, renne e calze da appendere al camino. E allora in un flash, per poche decine di euro, ho fatto una spesa virtualmente mentale attribuendo ogni dono ad un amico, collega, conoscente, passante, tanto costava tutto poco. Per un secondo sono stata soddisfatta, per un secondo solo però perché poi quando mi sono fatta la domanda, e mi sono data anche una risposta, di chi ci sia dietro a tutto questo “tanto costa poco”, ho svuotato il mio carrello mentale, ho rimesso tutti i ninnoli sul catalogo e ho finito di sfogliare facendo finta di non aver mai fatto niente.

Dietro a tutto c’è sempre qualcuno e qualcosa che non va, si sa. Non è che se le cose costano poco è perché ci vogliono bene e vogliono farci risparmiare.

All’ultima pagina però, devo ricredermi, per 6 euro e 49 cent.
c’é un apprezzabile mangiatoia da balcone, ne possiedo due in giardino e fare colazione d’inverno mentre una cincia dal ciuffo, appollaiata sul bordo della casettina, becca il pastone che hai preparato e ti saluta con un fischio, beh, sono quasi sette euro spesi bene, che potrebbero veramente riscaldare il cuore di un anziano o di bambini.

Comunque nonostante ciò, Macario con la spot del panettone Galup mi manca molto: Erminio, liberaci dal male!

Il solito caos. (benvenuta ora legale)

27 Ott

Certo, penserete voi, non si deve essere certo ingegneri nucleari per mettere, due volte all’anno, avanti o indietro di un’ora un maledettissimo orologio.

Giri la rotella in senso orario oppure antiorario, fai fare alla lancetta grande un giro completo e il gioco è fatto.

Eppure da quando sono nata, anche se i telegiornali, i quotidiani, anche i vicini ti spiegano per filo e per segno che la mattina successiva al cambio si dormirà un’ora in più o in meno rispetto allo standard, noi tutte le volte non ce la si fa.

Non solo non ci ricordiamo, svegliandoci la domenica mattina, se la sera avevamo già aggiornato tutto ma quando guardi l’orologio della cucina ti da un’ ora, accendi il cellulare e te ne da un’altra. Ma come pensi tu, questi maledetti marchingegni elettronici non dovrebbero collegarsi col satellite e aggiornarsi automaticamente così da non farti andare in ansia il giorno dopo?

Così incominci a cucinare zucchine, pensando siano le 10.30, o forse sono le 11.30 e sono in ritardo o invece sono le 9.30 e mi viene male.

Ma non è invece che non avevo regolato quello della cucina.

E alla fine quando ti metti a tavola con la famiglia avendo cucinato tutta la mattina per un reggimento non capendo più niente, ti brontola lo stomaco perché forse nel dubbio del troppo presto o troppo tardi ti ritrovi a mangiare due ore dopo il solito per non sbagliare. O forse erano due ore prima?

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