Archivio | sadismo RSS feed for this section

La promessa

19 Ago

Perché delle volte ci sono degli incontri fortuiti che ti migliorano la giornata.

Tu sei lì come @vestitaacipolla su twitter al cazzeggio, in ciabatte, spettinata, e il solito filo di spinacio tra i denti, tanto non ti si fila nessuno e, tale @davidemercati, con followers femminili che gli tirano reggiseni e perizoma sul palco virtuale, ti gira intorno, come uno squalo con la preda, con cerchi sempre più vicini, sempre più vicini e, alla fine, quando si inabissa sperando di essertelo tolto dai piedi definitivamente torna all’improvviso in superficie e ti azzanna una mano, proprio quella che uso per scrivere.

Sotto minaccia mi ha obbligato a scrivere un pezzo per lui, con la sinistra a questo punto, al contrario avrebbe usato le mie dita come grissini.

ecco, speriamo che adesso la belva mantenga la sua promessa.

http://m.greenmind.comunicablog.it/2014/08/il-riciclo-storia-comica-di-un-ordine-da-seguire/

La lista

20 Feb

Ho una lista degli “indesiderati” attaccata alla parete vicino al telefono del mio ufficio.

“Indesiderati” è un modo gentile per definire quelli che ti fracassano i maroni in continuazione per soldi, richieste assurde, varie ed eventuali.

Suona il telefono, guardo la lista rigorosamente scritta in ordine numerico con a fianco i nomi e poi prendo una delle seguenti decisioni:

A) non rispondere;
B) attivare dopo due squilli la mail box, far lasciare un messaggio e poi non ascoltarlo mai;
C) rispondere e poi far finta di non sentire la persona dall’altra parte della cornetta.

PRO E CONTRO

A) il tizio o la tizia in questione continueranno a chiamare fino a che morte non ci separi ma almeno in quel momento posso non ascoltare le loro viscide voci;

B) continueranno a lasciarmi messaggi probabilmente sempre più insistenti e quando alla fine si decideranno a mandarmi una mail io risponderò loro angelicamente che sì, la mia mail box è attiva in entrata ma che si è guastata nel far riascoltare i messaggi quindi se hanno qualche richiesta che mi mandino pure una mail;

C) dopo vent’anni di lavoro questa è l’opzione migliore.

Quasi ogni volta rispondo: “pronto? pronto? prontooooooo?” poi urlo a invisibili colleghi, visto che non condivido l’ufficio con nessuno, che nessuno si deve permettere di usare il mio telefono perchè poi non funziona più proprio come in questo caso.

Dopodichè dico all’interlocutore al telefono “non sento, non sento, richiamate” richiamano, faccio la stessa scenetta ancora per una o due volte e poi desistono dal chiamarmi ancora.

p.s. quando arriva la loro mail non la considero proprio e, se per mio gravissimo sbaglio come oggi, mi capita di rispondere al telefono senza aver prima consultato il prezioso papiro detto “la lista” allora divento viscida e spietata; prima dico di non averla ricevuta poi che, peccato per loro, era finita nell’antispam e, ancora più peccato per loro, se solo la avessi aperta ieri avrei potuto dar loro tutto quello che avrebbero voluto e forse di più

MA ADESSO

è veramente con mio grande rammarico, stimatissimo interlocutore del cuore, è veramente troppo tardi per venirti incontro.
Certo che avresti potuto chiamarmi prima, no??

A che gioco giochiamo?

16 Gen

La mia non è solo una domanda ma è anche una provocazione.

Reparto giocattoli in qualsiasi bazar.

Guarda la foto sotto.

Vista?

Un bambino si sofferma solo sul prodotto. ” Dai mamma” direbbe il mio primogenito ” comprami le manette cosí blocco il fratellino alla sedia e gli do un sacco di mazzate senza che possa scappare”.

Un adulto invece guarda la foto, foto comunque e presumibilmente destinata ad un pubblico infantile, e forse, anzi lo spero proprio, si fa tante domande.

Per tre euro e cinquanta compri solo un gioco per bambini o anche qualcos altro?

La prossima volta mettetemi di fianco anche la maschera di gomma della Bocassini, almeno giochiamo in due!

P.s. per quanto riguarda il poliziotto, neanche a George Michael sarebbe piaciuto!

image

Figlio di madre ignota

22 Nov

I capi che non hanno figli non possono capire quanto sia dura l’ avventura.

Ti guardano forse con un pizzico d’invidia, una manciata di compassione, un’infarinatura di sbeffeggio il tutto condito da un sugo pregno di odio nei tuoi confronti.

I capi che non hanno figli, appunto perchè non ne hanno, non si immaginano il cataclisma che la mattina può succedere in casa dal momento del risveglio dei pargoli all’ accompagnamento nel carcere minorile, ops volevo dire plesso scolastico.

Colazione rovesciata sul tavolo, occhi cisposi che non si vogliono lavare, il nascondersi sotto il tavolo al posto di vestirsi e mille altri inconvenienti mentre l’orologio impazzito corre a doppia velocitá e la campanella sta per suonare.

I capi senza figli probabilmente pensano che al figlio, alle 6.45 della mattina, venga inserita una chiavetta nella schiena, una bella carica e via, oppure pensa che noi mamme dovremmo strappare la pelle di dosso ai nostri figli pur di accellerare la ” pratica” e quindi di permettere alle genitrici di arrivare in orario al Tribunale dell’ inquisizione, ops volevo dire luogo di lavoro.

I capi senza figli pensano di essere nati da madre ignota o meglio ancora da nessuna madre ma in laboratorio, in un’ ampolla trasparente e cresciuti  autonomamente appena rotto l’utero di vetro in modo da non poter rinfacciare mai, come ho fatto io, che anche loro hanno avuto una madre e che sicuramente avrá sclerato contro di loro la mattina per non arrivare tardi in ufficio, lasciandoli con quell’ espressione un pó inebetita, o meglio, ancora piú inebetita del solito.

I capi senza figli, figli di madre ignota, figli di un’ ampolla o sarebbe piú appropriato citare la colorita frase del Pibe de oro durante i mondiali di Italia 90, non hanno ancora capito che se non mi vogliono lasciare a casa quando il figlio è infestato dalla peggiore malattia io potrei fare da untore e, come tutti quelli che hanno figli lo sanno, il virus trasmesso da un infante ad un adulto avrà almeno il triplo di potenza sull’adulto  che sull’ infante.

Ragionandoci bene, perchè dirglielo? Infatti oggi sto andando in ufficio.

Il portinaio senza scrupoli

19 Nov

E se da una parte alcuni , col Natale che si avvicina, diventano un po’ più più buoni aiutando la vecchietta ad attraversare la strada, portando la spesa al vicino anziano, assecondando le idee malate del capo,

dall’altra invece alcuni diventano si sempre più buoni, ma a proprio vantaggio e non per spirito di beneficenza.

Mi spiego meglio
:

c’è chi fa piaceri per spirito di compassione senza richiedere nulla in cambio
e invece c’è chi fa piaceri calcolando esattamente quello che andrà loro in tascoa

Mi spiego ancora meglio:

Oggi ho assistito ad una scena patetica, un portinaio cacciava a malo modo un barbone che voleva mettersi a dormire all’interno del suo androne ma, a mio parere, non lo avrebbe trattato così male se non fosse stato presente alla scena un condomino, probabilmente il più facoltoso del palazzo.

Il ragionamento da seguire è questo:

Se il condomino vede come lavoro bene, come sono senza scrupoli per il bene del palazzo, come voglio bene alle persone che abitano qui che sono disposto a tutto per loro, loro, vedendomi così professionale nel mio operato, avranno un occhio di riguardo in più visto che si va verso il Natale” , e intanto pensava a pacchi dono, buste e bustine, ricchi premi e cotillons, mentre un rivolo di bava gli scendeva sulla guancia.

Datemi un martello….

portineria

Andavo a cento all’ora per trovar la bimba mia, ye ye ye ye…

26 Lug

L’andare a 190 km/h col treno quando dovresti andare massimo a 80 può, secondo me, essere classificato sotto la parola ” inchino” al cento per cento.

Il termine inchino, dopo la tragedia al Giglio dell’anno scorso, è diventato sinonimo di fare lo sborone, fare il figo, ma soprattutto “fare il buliccio col culo degli altri”, ovvero rischiare con la pelle altrui.

Le tragedie “post-inchino” come si legge quotidianamente sui quotidiani non insegnano nulla, c’è sempre il deficente di turno, in tutti i campi della vita, che se la spassa sperando di farla franca.

Non c’è campo o livello culturale che sia esonerato dalla deficenza, non c’è cosa più bella nell’apparire superiori agli altri pubblicamente, non c’è momento migliore, a catastrofe solo sfiorata, che vantarsi con gli amici prendendo un aperitivo al bar.

Noi che siamo diversi, magari più noiosetti perchè rispettiamo le regole ma sicuramente dotati di più buon senso vi auguriamo con tutto il cuore un bell’inchino per l’estate 2013, raccogliendo da terra magari una matita e, per metterci la ciliegina sulla torta, in prossimità di un bel campo di nudisti assatanati.

l'inchino

Shalom (adesso è Natale)

22 Dic

Nel momento in cui il mio guru spirituale, il mio maestro, la mia guida, insomma il mio Dalai Lama de noiartri mi suggerisce una lettura io non respiro.

Mi sento una di quelle poche elette sulla faccia della terra che possono permettersi di abbeverarsi alla fonte della sua conoscenza e quindi, precisa e meticolosa come la migliore delle allieve, prendo nota scrupolosamente su un pizzino del volume, sentendomi la perpetua preferita.

Mi incammino, ebbra dell’emozione di cui mi ha reso protagonista, verso la biblioteca per prendere i libri da lui consigliati e nello stesso momento metto in pratica il suo verbo.

Mi avvicino con fare serio e posato, tra i tanti addetti, alla bibliotecaria stile “casa e chiesa” colei che probabilmente snocciola un rosario durante l’archiviazione dei volumi:

” Buonasera signorina, sarei intenzionata a prendere in prestito alcune letture ma, ahimè, non ricordo più il titolo”

“Si ricorda il nome dell’autore?”

” Certo, Auslander, Shalom Auslander” e incomincio a fare lo spelling A U S

Lei considerandomi probabilmente come l’ultima delle shampiste, digita più volte, con aria di superiorità, il nome dell’autore sul computer e poi mi dice che non risulta nel suo data base.

“Ho provato digitando House… più volte ma non mi da niente” incalza lei sempre con quell’aria da maestrina dalla penna rossa.

“Ma chi le ha detto di scrivere così, le avevo già detto che il cognome sarebbe cominciato per AUS..”

” Va beh” tutta scocciata” eccolo finalmente ho tre titoli quale le do?”

E io con la faccia più angelica del mondo le chiedo di leggermeli, così avrei scelto:

1- Prove per un incendio
2 – A Dio Volendo
3 – Il lamento del prepuzio (a questo punto avvampa, si fa il segno della croce e quasi mi sviene sul bancone)

Grazie maestro, grazie ancora, se prima ero solo una principiante ora con te, sono diventata la signora “sadica” in persona.

Hi hi hi

Il Prof Bicromatico

Pensieri sfusi di una mente confusa

PornoRidicolo di Agata Grop

Il blog di Agata Grop, romanzo di formazione di una principessa sul pisello

I 7 Passi Della Piccola Anima

per la sua felicità

nazzablog

Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

fai cose buone

L'idea della perfezione toglie il piacere della comunicazione

francesco iacovetti blog

VIVIAMO IL MONDO DI SUZIE WONG O SIAMO SCHIAVI DELLA BORSA DI HONG KONG?

LaChimicaDelleLettere

Reazioni a catenella

katniss2016

C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera. (Henry David Thoreau)

Il Suono Visibile

perché, ogni tanto, è bello ricordarti chi sei...

Borntobeanomad

The world is your home.

Aleteia.org - Italiano

Una rete cattolica mondiale per condividere risorse sulla fede con quanti cercano la verità

Dan Ceres's Words

Musicista. Autore. Scrittore. Fashion Consultant.

CATHERINE RYAN HOWARD

She turns coffee into books so she can afford to buy more coffee. And more books.

the literate lens

photography, writing and the spaces between

Punch Drunk Village

A blog for the rest of us