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Brutti film

12 Ago

Ci sono quei film assurdi, quei film come dire “da maschietti”, categoria action piuttosto che disastro atomico con qualche mistero talmente ovvio che mi chiedo chi sia quel genialoide che l’abbia scritto, diretto e complimenti al gonzo che l’ha prodotto.

Parolacce intervallate da una o due parole senza senso, recitazioni che al confronto Manuela Arcuri è un premio Oscar, filo conduttore che si attorciglia, tipo i miei auricolari, e non si sbroglia piú.

Le solite macchine che saltano in aria, inseguimenti da sfascia carrozze, telecamere che ” ballano” fuori ritmo, flash back che al posto di chiarificare il racconto lo oscura ancora di piú.

Eppure il marito, che di solito ama i film non solo belli di sceneggiatura ma anche con ottime riprese e fotografia è rapito da tutto ciò.

Come ipnotizzato.

Sono basita, che mi stia prendendo per il culo?

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Sopra la cappa il grasso campa

25 Feb

Ci sono donne che come me, e ce ne sono in giro veramente parecchie, si intestardiscono per un “nonnulla”.

Il “nonnulla” in questione però é per noi una questione di principio, un’assoluta necessitá, una priorità in quel momento più importante del pesce congelato radioattivo che potremmo trovare sui banchi del nostro pescivendolo di fiducia.

Il pesce al massimo lo mangi e diventi fluorescente per un paio di giorni, vuoi mettere il vantaggio per il famoso “risparmio energetico”?. Fai luce in casa per un paio di sere e la bolletta ti sorride.

Invece il “nonnulla” per noi é come un tarlo, tic tic tic, nella nostra testa fino a quando non lo abbiamo sconfitto, depennato dalla nostra vita, sbriciolato come un pacchetto di cracker sotto un paio di Dr. Martens.

Il “nonnulla”, anche se probabilmente per la maggior parte della popolazione umana maschile é considerata una emerita stronzata, per noi, in quel momento, diventa lo scopo della nostra vita e se qualcuno oserá mettersi in mezzo, o peggio ancora boicottare la nostra furia contro il “nonnulla”, la sindrome da pre-mestruo, in confronto, diventerà una ventata di allegria in famiglia.

Facciamo un esempio, ma non incominciare subito a ridere perché ti schiaffeggio a distanza:

Nonnulla n. 1) lo sporco che si forma nel binario delle porte della doccia.

Una donna affronterà quella sfida con la stessa tempra di un giocatore degli All Blacks intonando un canto maori e avvicinandosi al “nonnulla” con la stessa camminata di un lottatore di Sumo.

Dopodiché la donna, per eliminarlo dalla faccia della terra, rimarrà sdraiata nel piano doccia per circa un’ora e mezza tra fumi di detersivi tossici, spugnette varie e cotton fioc di varie misure per eliminare l’ultimo centimetro di lurido.

Alzatasi trionfante dalla doccia con sguardo che ricorda tanto Jack Nicholson col coltello in mano nel film Shining incrocerà nel corridoio di casa il marito appena rientrato dal lavoro che le chiederà con aria inquisitoria che cosa ha fatto tutto il pomeriggio visto che la casa é un macello.

Nonnulla n.2) il grasso che si forma sulla cappa della cucina.

Una donna affronterà questa sfida come una saltatrice di salto triplo ovvero ciondolando avanti e indietro per circa un quarto d’ora per trovare la concentrazione e cercare di capire la tattica dell’avversario.

Dopodiché si avventerà sulla cappa con sgrassatore, spazzolino da denti usato e paglietta di ferro con la stessa brutalità di un battitore siciliano di polpi.

La colpirà alle spalle, poi la annaffierà di liquido bianco e infine la gratterà con la paglietta con una violenza inaudita e bava alla bocca. Lo spazzolino servirà per umiliare la cappa fino in fondo.

Dopo aver rivisto la luce, poiché il vetro era rimasto oscurato per anni, la donna continuerà a spegnere e riaccendere la lucina per vantarsi con se stessa del suo trionfo senza eguali.

A lavoro finito, dopo aver acquistato un avambraccio destro degno di Michelle Obama e aver perso due strati di unghie per colpa della paglietta, incrocerà lo sguardo del marito che, appena rientrato del lavoro, le dirá che ha fatto bene a riposarsi tutto il giorno, visto la confusione che regna sovrana in casa, di non preoccuparsi e che metterà poi lui tutto a posto.

Il “Napo”

17 Feb

” Prof, ma come mai oggi é pettinato da Napo Orso Capo”

” Ioooo? deve essere stato quel maledetto shampoo di mia moglie ai fiori di Bach, quella donna prima o poi mi farà licenziare!”

Dialogo vero tra mio marito e un suo allievo.

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Non è un capello ma ….

24 Nov

Qual’è la differenza tra un capello e un capello?

Chiedilo ad un uomo che se te lo accarezza dolcemente sulla testa con sguardo innamorato lo ama ma se lo trova sul bordo del lavandino arretra come Satana davanti all’acqua santa , urlando allo schifo.
mah

La lista della spesa

18 Ott

Quando un uomo si offre di fare la spesa al posto tuo chiedendoti in cambio però di redigere la lista delle cose da comperare tu scrivigli anche la lista delle cose da non comperare in modo da non ritrovarti, come le ultime volte, sommersa da pasta, pizzoccheri e riso pensando che, se non erano in lista, era solo perchè mi ero dimenticata di aggiungerli.

Il pastun.

3 Ott

Marito, questa sera mi tocca stare un po’ di più in ufficio potresti andare tu a prendere i bambini e cucinare per loro, io arriverò tardi.

Va bene moglie, cosa cucino loro?

Marito, c’è il pesto in frigo, fai una pasta, rapida e indolore.

Moglie, vorrei fare una frittata con la pasta avanzata di ieri sera.

Marito, c’è solo un uovo, ti conviene fare la pasta al pesto, gli avanzi ce li mangiamo domani.

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Quando arrivo alle 20 scopro che i bambini si sono scofanati una specie di pastrugno formato da tagliatelle avanzate dal giorno prima al sugo di noci, con pezzi di patate lesse del giorno prima  il tutto mescolato e cotto con un uovo.

Il famoso PASTUN!

 

L’uomo con la mano in tasca.

3 Lug
Se per noi donne è imbarazzante indossare i panni di colei che non siamo mai state, ovvero non ci sentiamo a nostro agio a portare abiti che non ci si confanno e quindi la gonna corta continuiamo a tirarla giù sperando diventi una longuette, il tacco alto lo sciabattiamo come se fosse un infradito etc etc, per l’uomo le cose non cambiano molto.
Certo l’uomo medio non deve confrontarsi giornalmente con gli abbinamenti più di tanto:
– studente, calzoncino e maglietta
– impiegato, jeans e polo o camicia a maniche corte (che in verità è da sfigati e sta bene sono a George Clooney)
– business man, abito.
Ecco appunto, abito… quando l’uomo abituato a un jeans e ‘na maglietta (Nino d’Angelo docet) si cimenta con l’abito, il più delle volte lo sgami subito che è un neofita dell’indumento.
Da che cosa, dici?
Dal fatto che è l’unico, in mezzo a tanti manager veri, che si pavoneggia con la mano nella tasca della giacca per darsi un tono, anche se la tasca è cucita.
Buahhhhhhhh!!
 

 

Il Prof Bicromatico

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