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25 aprile, sole a catinelle.

25 Apr

Quelle che considerano il primo caldo primaverile anomalo, solo perchè si paventa “appena” un mese dopo la fine dell’ inverno e quindi nonostante l’ afa vanno in giro col colbacco di ermellino che non si sa mai.

Quelle che tira un filo d’aria
e, nonostante l’arsura, a loro non importa se si tratti di corrente calda o fredda comunque mettono il giubbetto imbottito all infante e lui suda, arranca, inciampa, piange e suda.

Quelle che il sole incandescente secca la terra e la trasforma nel deserto del Gobi, ma mettiamo il plaid al sole per il picnic che all’ ombra c’ è troppa escursione termica.

Quelle che poi tornano a casa col marito con la “piazza” in testa ustionata, il bambino con disidratazione corporea, la nonna con un infezione intestinale dovuta alla troppa permanenza del cibo al caldo e il nonno con un colpo di sole per essersi addormentato sotto i raggi cocenti, dimenticato dai parenti.

Lui che è l unico che ha fatto la guerra e quindi era quello che avrebbe dovuto festeggiare di piú di tutti.

“Come lo vuole, signora, il partigiano alla brace?”.

” me lo faccia ben cotto grazie, ma per piacere, mi bruci lei la piuma su cappello, come si fa con galline spennate, che a me fa un pó di impressione”.

w il 25 aprile, nonostante tutto.

“Non mi permetterei mai”

13 Mar

Cerco una cosa in ufficio.

So dove trovarla ma il proprietario di quella stanza è fuori.

Prelevo dal suo primo cassetto della scrivania una decina di chiavi degli armadi che sono presenti nella stanza, li apro tutti  ma la cosa che cercavo non la trovo.

Rimetto tutto a posto come se da lì non fossi mai passata e lo chiamo al cellulare:

“Buongiorno collega, sto cercando una cosa  che probabilmente è nel tuo ufficio. Scusa se mi sono permessa di disturbarti ma la mia ricerca è urgente”

“Collega” risponde lui ” ma potevi tranquillamente aprire il mio primo cassetto, prendere la chiave blu del primo armadio in fondo a sinistra avresti così avresti trovato quello che cercavi”

“Non mi sarei mai permessa senza di te, grazie”. click

e mentre pronuncio l’ultima frase scalcio contro le mie colleghe degli uffici vicini cercando di zittirle,  che affacciate alla stanza ridacchiavano sguaiatamente mentre ancora ero al telefono, essendosi  godute  la mia performance live.

La prossima volta faccio almeno pagare il biglietto, va!

 

I no che aiutano a crescere

11 Feb

“I no che aiutano a crescere” è un libro che insegna ai genitori a concedere il giusto ai figli, a dire pochi “no”, ma che devono essere rispettati cascasse il mondo.

Gli infanti possono piangere, strapparsi i capelli, buttarsi per terra, rovesciare un negozio intero, farsi venire crisi isteriche, trattenere il fiato ma su un certo argomento specifico il no è no e non ci sono cazzi.

Quindi infante bello, reagisci pure come vuoi al mio divieto, io vado nell’altra stanza e quando hai finito di fare il pirla raggiungimi pure e ne parliamo.

Pare che funzioni, che loro capiscano,  o almeno nel mio caso sta funzionando.

Il mio problema è quando ti relazioni con un capo che , a cinquant’anni, non è mai stato abituato a sentirsi rifiutare qualcosa.

Gli si ingrossano le vene sul collo, gli scoppia il bottone della camicia per la rabbia, piega la punta della sua Montblanc sul foglio, butta tutti i faldoni in aria, batte istericamente le dita sulla tastiera, urla come un orango, ringhia come un cinghiale, ma su un certo argomento specifico il no è no e non ci sono cazzi.

Quindi capo bello, reagisci pure come vuoi al mio divieto, io torno nel mio ufficio e quando hai finito di farti prendere per il culo dagli stagisti che ti ascoltano da dietro alla porta raggiungimi pure e ne parliamo.

Pare che con lui non funzioni, o almeno nel mio caso non sta funzionando, ma questo è un suo problema, il mio no rimane!

 

 

You are fired!

Figlio di madre ignota

22 Nov

I capi che non hanno figli non possono capire quanto sia dura l’ avventura.

Ti guardano forse con un pizzico d’invidia, una manciata di compassione, un’infarinatura di sbeffeggio il tutto condito da un sugo pregno di odio nei tuoi confronti.

I capi che non hanno figli, appunto perchè non ne hanno, non si immaginano il cataclisma che la mattina può succedere in casa dal momento del risveglio dei pargoli all’ accompagnamento nel carcere minorile, ops volevo dire plesso scolastico.

Colazione rovesciata sul tavolo, occhi cisposi che non si vogliono lavare, il nascondersi sotto il tavolo al posto di vestirsi e mille altri inconvenienti mentre l’orologio impazzito corre a doppia velocitá e la campanella sta per suonare.

I capi senza figli probabilmente pensano che al figlio, alle 6.45 della mattina, venga inserita una chiavetta nella schiena, una bella carica e via, oppure pensa che noi mamme dovremmo strappare la pelle di dosso ai nostri figli pur di accellerare la ” pratica” e quindi di permettere alle genitrici di arrivare in orario al Tribunale dell’ inquisizione, ops volevo dire luogo di lavoro.

I capi senza figli pensano di essere nati da madre ignota o meglio ancora da nessuna madre ma in laboratorio, in un’ ampolla trasparente e cresciuti  autonomamente appena rotto l’utero di vetro in modo da non poter rinfacciare mai, come ho fatto io, che anche loro hanno avuto una madre e che sicuramente avrá sclerato contro di loro la mattina per non arrivare tardi in ufficio, lasciandoli con quell’ espressione un pó inebetita, o meglio, ancora piú inebetita del solito.

I capi senza figli, figli di madre ignota, figli di un’ ampolla o sarebbe piú appropriato citare la colorita frase del Pibe de oro durante i mondiali di Italia 90, non hanno ancora capito che se non mi vogliono lasciare a casa quando il figlio è infestato dalla peggiore malattia io potrei fare da untore e, come tutti quelli che hanno figli lo sanno, il virus trasmesso da un infante ad un adulto avrà almeno il triplo di potenza sull’adulto  che sull’ infante.

Ragionandoci bene, perchè dirglielo? Infatti oggi sto andando in ufficio.

In agosto, ufficio mio non ti conosco.

2 Ago

E così da ieri un bel dito medio all’ufficio arrivederci e grazie.

Bagagli per il campeggio più o meno assemblati, l’ordine forse durerà, forse, quei 15′ minuti dal nostro arrivo poi l’uragano in tenda avrà il sopravvento.

Almeno per un mese all’anno che il disordine cosmico abbia il sopravvento con la mia benedizione!

Buone vacanze a tutti.

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Dialoghi col Direttore (2)

26 Giu

“Oggi pomeriggio ho da fare qualcosa?” Chiede il mio Direttore alla sua segretaria.

Eh giá, il mio Direttore é sempre sul pezzo quando si parla del lavoro, non guarda mai l’agenda, il calendario, é un fantoccio nelle mani della sua assistente che gli piazza appuntamenti nelle ore più assurde della giornata e con la gente più disastrata del territorio, sembra “quasi” che lo faccia apposta.

“Oggi pomeriggio ho da fare qualcosa?” Rimbomba la sua voce nei corridoi mentre la ragazza in questione sfoglia l’agenda elettronica sperando di trovarci qualcosa.

“No” dice lei con voce sconsolata “non ha nulla, é libero”.

E lui con le lacrime agli occhi e con l’espressione dello studente che ha appena saputo che la prof. è malata e può uscire un’ ora prima, si guarda intorno incredulo, gli vibra un pò la pappagorgia per l’emozione e pronuncia questa frase balbettando:” al al allora esco, ma ma ma popoposso anche non rientrare?”

Che tristezza di uomo.

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Il mio ex.

21 Mag

Il mio ex capo viene a salutarmi prima di una riunione.

Guarda il mio cellulare scrauso sul tavolo, se la ride tra se e se  e mi chiede se io abbia per caso un carica cellulare per il suo I-Phone bacchettandomi amorevolmente perchè non sono in possesso di un mezzo di telefonia ultra moderno e tecnologico.

Gli rispondo : ” ma lei lo sa che il sistema IOS (ai o es) è già stato largamente superato da Android? (neanche io capisco la domanda, ma faceva figo e lo lascio, come al solito, a bocca aperta,)

L’importante è millantare nella vita!

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